Calciomercato

Cutrone, l'addio al Milan nel mercato al tempo dei paletti Uefa

Perché i rossoneri hanno ceduto il giovane attaccante? E' stato pagato poco? Breve guida per capire l'estate di Boban e Maldini

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Giovanni Capuano

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La cessione di Patrick Cutrone al Wolverhampton per una cifra inferiore ai 20 milioni di euro (18 più bonus poi si vedrà) ha aperto un dibattito tra chi ritiene che il giovane attaccante meritasse la conferma al Milan o, al limite, di essere venduto a prezzo più caro e chi sottolinea la sua ultima, pessima, stagione.

Hanno ragione entrambi gli schieramenti e allo stesso tempo nessuno perché è chiaro che nel mercato di oggi, drogato soprattutto alla voce attaccanti, un classe 1998 con alle spalle già un paio di annate di Serie A può avere un valore superiore, ma se ci si ferma a questa considerazione non si tiene conto del contesto in cui è maturata la scelta di spedirlo in Inghilterra.

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– Credits: ANSA/SIMONE ARVEDA

Questa è l'estate del Milan sotto controllo (silenzioso) dell'Uefa. Il bando dalla prossima Europa League è stato digerito e nei prossimi mesi si aprirà il dialogo con Nyon per arrivare al settlement agreement con cui Casa Milan conta di uscire per sempre dalle secche lasciate in eredità dalle precedenti gestioni. Dunque non esiste un obbligo scritto di sistemare i conti, ma allo stesso tempo i dirigenti rossoneri dovranno presentarsi al rendez vouz con una situazione meno in rosso rispetto al passato. Si parte dal -126 milioni di euro del 2018 cui è seguito un altro passivo molto vicino alle tre cifre.

Cutrone, prodotto del vivaio, ha garantito una plusvalenza totale. Si poteva cedere qualcun altro? Certamente. Però questo è il mercato nell'era dei paletti Uefa, dove chi vende vive una situazione di debolezza congenita e difficilmente può decidere chi vendere, quando e a quali condizioni. Una situazione dalla quale, solo per restare in Italia, sono passate anche Inter e Roma facendo a volte affari apparentemente poco vantaggiosi anche dal punto di vista tecnico.

Il Milan oggi sta attraversando questa fase, quella in cui una ventina di milioni di plusvalenza non si buttano mai via. La differenza la farà la qualità dei giocatori su cui il tesoretto sarà reinvestito e qui entra in gioco l'abilità di Boban, Maldini e Massara. Sempre restando al paragone con Inter e Roma, va ricordato come i nerazzurri nell'era del settlement hanno centrato una sola volta la Champions League mentre i giallorossi hanno chiuso sempre tra il secondo e il terzo posto.

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