Calciomercato

Andre Silva al Monaco, il ruolo di Jorge Mendes e il mercato Milan

I rossoneri chiudono uno degli affari peggiori degli ultimi anni grazie al super procuratore. Che ora proverà a piazzare un altro suo uomo

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Giovanni Capuano

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L'impresa di vendere Andre Silva incassando un sostanzioso assegno, fallita un anno fa da Leonardo e che stava mettendo in grande difficoltà anche Maldini e Boban, è riuscita al Milan grazie alla triangolazione con Jorge Mendes. Uno dei padroni del calciomercato mondiale, l'uomo che nell'estate 2017 si era fatto fotografare a Casa Milan nelle ore in cui il giovane portoghese, frettolosamente ribattezzato il nuovo Cristiano Ronaldo, stava firmando con il Milan allora cinese.

Andre Silva lascia l'Italia e va al Monaco, club molto vicino a Jorge Mendes che ha garantito così al club rossonero non solo di rientrare dell'investimento da 38 milioni di euro ma di realizzare anche una plusvalenza di 9, ossigeno puro in un momento in cui c'è la necessità di cedere per poter finanziare il mercato e dare un po' di respiro al prossimo bilancio.

Una cifra alta per un giocatore che dopo aver parzialmente fallito la prima stagione in rossonero (10 gol ma solo 2 in campionato) non è riuscito a riscattarsi al Siviglia dove è partito fortissimo salvo poi fermarsi: 11 reti.

E' che un attaccante ancora giovane - il portoghese è un classe 1995 - al quale sono riconosciute buone capacità tecniche è un profilo che ha mercato, pur in un prolungato momento di difficoltà. Ma la differenza tra il liberarsene e venderlo bene la fa certamente anche il rapporto con un manager come Mendes.

E' la conferma di come il mercato sia sempre più in mano a questi super procuratori. Nel 2018, solo dalla Serie A, hanno incassato la bellezza di 548 milioni di euro. La Fifa gli fa la guerra, studia nuovi limiti e paletti ma intanto loro si arricchiscono sostituendosi in qualche caso alle società stesse. Sono un potere ormai costituito dentro l'assetto degli altri poteri del calcio mondiale. E' un male? Non necessariamente. Spesso, anzi, consentono gestioni corrette di situazioni intricate.

Di sicuro oggi è meglio avere un super agente come amico che come nemico. Ognuno ha il suo nome di riferimento, basta scorrere l'elenco dei giocatori che si muovo seguendo spesso il peregrinare di allenatori noti. Quanto al Milan, l'equilibrio si troverà (forse) nelle prossime settimane quando sarà definita in un senso o nell'altro la trattativa per portare Angel Correa in rossonero. Un altro assistito di Jorge Mendes e anche questo non è un caso.


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