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Un giro d'affari da 200 milioni: ecco quanto guadagnano i procuratori

Sono i veri padroni del mercato, sempre più ricchi e potenti. Così gli intermediari indirizzano il mercato dei top club in Europa

Un giro d'affari da oltre 200 milioni all'anno, come certificava il report 2015 della Fifa sui movimenti di mercato in tutto il mondo. I procuratori, agenti e intermediari sono sempre più ricchi e potenti, capaci di costituire un'azienda nell'azienda-calcio. Ci sono quelli sotto i riflettori e famosi ovunque e ci sono quelli che macinano migliaia di chilometri pur di concludere operazioni minori. Per tutti l'imperativo è prima sopravvivere e poi arricchirsi in un mercato che offre opportunità ma anche delusioni.

Nel 2014 - secondo il Tranfer Matching System elettronico che registra e classifica tutti i movimenti di mercato mondiali - le commissioni avevano raggiunto la cifra di 218 milioni di euro su un giro d'affari complessivo di poco inferiore ai 4 miliardi di euro. Il famoso 5% (o anche qualcosa in più) che da sempre contraddistingue la percentuale per la quale si muovo e lavorano procuratori e intermediari. La Premier League il campionato che investe più soldi alla voce 'commissioni', poi la Serie A che, invece, nel totale degli affari è scivolata al terzo posto dietro anche alla Liga spagnola.

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Solo un trasferimento su 10 sposta soldi veri

Il dato più clamoroso che emerge dall'analisi dei flussi del calciomercato mondiale è che solo l'11% delle operazioni sposta soldi veri, nel senso che prevede il pagamento di una cifra da un club all'altro. La maggioranza delle operazioni (68%) interessa giocatori che sono a fine contratto o che vengono lasciati liberi, il cui destino è nelle mani dei rispettivi procuratori. Poi ci sono i prestiti (13%) e i ritorni alla base dopo il termine della stagione (8%).

Non è un caso che la maggior parte dei 3,4 miliardi di euro che il mercato del calcio ha mosso nell'anno solare 2015 abbia a che vedere con gli ingaggi e i costi correlati ad esso. A proposito: la crisi non tocca quasi mai i fortunati del pallone, visto che la quantità di denaro che si sposta è in costante crescita e ha fatto segnare uno strabiliante +44% rispetto al 2011. Alla faccia dell'economia mondiale in regresso.

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Il boom della Cina e la crisi del Brasile

Detto che la Premier League si conferma il campionato più ricco anche quando si tratta di andare sul mercato - investiti nel 2015 1.157 milioni di euro con un progresso dell'8% rispetto al 2014 - e che l'Europa la fa da padrona con Liga (552 milioni) e Serie A sul podio, da registrare il boom della Cina e il calo del Sud America.

L'interesse del gigante asiatico nei confronti del calcio trova riscontro anche nelle cifre: 154 milioni di euro spesi sul mercato contro i 93 dell'anno precedente andando ad occupare uno spazio lasciato libero dai club brasiliani che, finito l'effetto del Mondiale, stanno ridimensionando i loro sforzi economici. Il boom cinese non è una pessima notizia per la categoria degli intermediari. Sono loro a persentare i nuovi ricchi alla platea tradizionale dell'Europa. E la ruota continua a girare.

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