Calcio

Zidane e il delitto perfetto: torna al Real Madrid

Era scappato dopo la terza Champions League consecutiva, viene richiamato nel mezzo della crisi. Come salvatore della patria

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Giovanni Capuano

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Zinedine Zidane torna al Real Madrid, nove mesi e undici giorni dopo il clamoroso annuncio dell'addio che aveva seguito di meno di una settimana la conquista a Kiev della terza Champions League consecutiva. Zidane se ne è andato da vincitore e torna da salvatore della patria, richiamato dal presidente Perez e idolatrato da un popolo che si è trovato orfano di un condottiero e ha vissuto la stagione da incubo dopo quella della leggenda.

Un delitto perfetto, quello di Zizou. Il sogno proibito di ogni allenatore che abbia compiuto un'impresa sulla panchina della sua squadra e che si trovi davanti al bivio: andarsene perpetuando il ricordo delle vittorie, oppure fermarsi monetizzando la riconoscenza altrui anche a costo di rischiare di sporcare l'immagine vincente assecondando il fisiologico calo dei propri uomini.

Zidane è riuscito a fare l'una e l'altra cosa insieme. Si è chiuso la porta alle spalle quando aveva Madrid in pugno, lo ha fatto con dirompente eleganza ma senza lasciare spazio e ripensamenti e poi ha accolto l'invito a tornare dopo che la Casa Blanca ha vissuto la sua settimana terribile, quella dei due Clasicos persi e dell'addio alla Champions League.

Si è tolto dalle spalle l'onere di chiudere il ciclo dei suoi guerrieri con la pancia piena, simboleggiato perfettamente dall'immagine di Sergio Ramos squalificato per scelta nel ritorno contro l'Ajax considerato una formalità e divenuto la tomba della stagione madridista. Ora potrà ricostruire forzando anche la mano al presidente Perez per quegli investimenti che nelle ultime estati sono mancati.

Non sarà stato lui l'allenatore che ha rinunciato a Cristiano Ronaldo e sarà, forse, quello che accoglierà il prossimo fuoriclasse. Ripartirà da quell'incredibile bacheca arricchita di 9 trofei in soli 857 giorni da responsabile della squadra: uno ogni tre mesi, vacanze incluse.

Numeri e storie da predestinato, come unico è il ritorno alla base che cancella le speranze di chi aveva immaginato il suo futuro con ZZ in panchina. La Juventus, ad esempio. O di chi lavorava per sedersi su quella panchina come Mourinho. 

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