Wilshere e le sigarette: "Wenger mi ha perdonato, è stata l'ultima"

Il talento inglese dell'Arsenal era stato beccato a fumare in un locale. E in Premier League bisogna rispondere anche di questi comportamenti...

Jack Wilshere dell'Arsenal è decimo

Matteo Politanò

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"Lo giuro, basta sigarette". Jack Wilshere, centrocampista dell'Arsenal e della nazionale inglese, è stato paparazzato con una sigaretta in bocca in un locale di Londra dopo la vittoria per 2-0 in Champions sul Napoli. La notizia ha fatto arrabbiare il tecnico dei Gunners Arsene Wenger che dopo aver condannato pubblicamente il gesto del ragazzo lo ha convocato per un incontro a quattrocchi. Tutto si è risolto con un comunicato ufficiale apparso sul sito del club londinese: "I calciatori commettono degli errori. Io non sono un fumatore. Ho parlato con il mister, lui mi ha chiesto cosa fosse successo e io glielo ho spiegato e abbiamo risolto la questione".

Un chiarimento che ha permesso a Wilshere di tornare in campo segnando anche il gol del pareggio contro il West Bromwich. ''Wenger mi ha messo in squadra e spero di avere ripagato la sua fiducia. Io non sono un fumatore e penso che quella sigaretta sia stata l'ultima''. Tutta la storia ha scatenato un curioso siparietto anche tra i tifosi dei Gunners che nell'ultima partita di Premier hanno difeso Wilshere con il coro "Jack Wilshere, he smokes when wants", un "fuma quando vuole" che ha fatto sorridere lo stesso protagonista che ha ringraziato su twitter: “Love the new song for me today! Haha fans were incredible again!”. Qualche ora prima aveva postato una foto di Zidane con una sigaretta in mano, come a dire "anche i fuoriclasse ogni tanto se ne fumano una". 

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Nato a Stevenage e cresciuto nel vivaio dell'Arsenal Wilshere ha esordito in Premier League nel 2008 e fatta eccezione per un prestito di sei mesi al Bolton nel gennaio 2010 ha sempre militato nei Gunners. Fino ad oggi ha raccolto 66 presenze ma nella stagione 2011/2012 non è mai sceso in campo a causa di un grave infortunio alla caviglia destra che lo ha tenuto lontano dai campi facendogli perdere anche la possibilità di giocare Europei e Olimpiadi. Dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali inglesi ha già 10 presenze in quella maggiore e nella partita del 4 giugno 2011 a Londra contro la Svizzera ha anche indossato la maglia numero dieci. Già nel 2009 Wenger lo aveva paragonato a Wayne Rooney, forse anche per questo motivo la notte brava dopo la vittoria con il Napoli ricorda quella che nel 2010 vide protagonista l'attaccante del Manchester United. Il Daily Mirror lo beccò a orinare sul muro di un pub sigaretta alla mano e totalmente ubriaco sotto lo sguardo sbigottito della moglie Coleen. 

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