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Calcio

Gnokouri, la squalifica per due anni e il senso della pena esemplare

Punizione durissima per l'attaccante delle giovanili Inter. Le immagini lasciano dubbi. Cosa sarebbe successo a un calciatore professionista?

Nel video si vede un ragazzo con la maglia numero 7 avvicinarsi all'arbitro per protestare dopo un fischio. Parla stando a distanza, prende un cartellino giallo e viene allontanato da un compagno. Quindi torna sui suoi passi e prosegue nella contestazione. Viene espulso e di nuovo spinto via dal compagno. Non contento insiste nella protesta, allunga una mano verso il volto del direttore di gara e la appoggia senza particolare violenza. Non uno schiaffo o un pugno, forse una manata. L'arbitro si gira, fischia la fine e manda tutti nello spogliatoio: gara interrotta e sconfitta a tavolino.

Quel ragazzo è Wilfried Gnokouri, attaccante degli Allievi dell'Inter. Un classe 2000 che sta crescendo nel settore giovanile nerazzurro e che rischia di pagare carissimo la scena descritta. Perché la sua protesta - comunque esagerata - è stata punita con una squalifica di due anni che per un sedicenne significa dover abbandonare o quasi i sogni di gloria.

E' accaduto nel Torneo Citta di San Bonifacio e il video è stato pubblicato dal sito www.calcionazionale.it. Ora l'Inter sta ragionando su come muoversi. Il giovanissimo Gnokouri è stato sospeso a tempo indeterminato per stigmatizzare il suo atteggiamento perché "la nostra filosofia è chiara e lavoriamo perchè i nostri ragazzi agiscano sempre nel pieno rispetto del regole" ha spiegato Roberto Samaden, responsabile delle giovanili nerazzurre.

Però c'è un'evidente sproporzione tra quanto accaduto e la pena. Le immagini non lasciano intendere che in nessun momento vi sia una vera e propria aggressione nei confronti del direttore di gara e nemmeno che l'incolumità sua o dei suoi assistenti sia mai messa in pericolo. E' una scena vista mille volte sui campi di calcio. Giustificabile? No. Ma, per intenderci, molto meno appariscente della protesta di Higuain contro Irrati in Udinese-Napoli (4 giornate poi ridotte a 3) o della celebre spinta di Di Canio ad Alcock che costò 11 turni all'attaccante dello Sheffield United.

E poi c'è il tema del significato della punizione. Soprattutto a livello giovanile, ha senso mettere a rischio una carriera così? La visione delle immagini dovrebbe consigliare un verdetto differente. A meno che il buonsenso non valga solo per i grandi, cosa che in una stagione in cui di atteggiamenti aggressivi nei confronti dei direttori di gara e delle loro conseguenze si è molto parlato. Quale top player - vero o presunto - avrebbe preso due anni per aver appoggiato una mano addosso all'arbitro?

Ecco il referto dell'arbitro

Questo il referto dell'arbitro dell'incontro tra Inter e Atalanta: "Ammonito per proteste, offendeva l'arbitro. Alla notifica del successivo provvedimento disciplinare, colpiva volontariamente e con forza il direttore di gara al volto (mandibola destra) con mano aperta, provocandogli dolore fisico tale da determinare l'arbitro alla conclusione anticipata della partita. Mentre il direttore usciva dal terreno di gioco, lo stesso giocatore manteneva un comportamento minaccioso e tentava di aggredirlo nuovamente, desistendo dalla grave condotta solo in quanto trattenuto da un dirigente della propria Società". 

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