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Calcio

Wenger sgancia la bomba del doping nel calcio: arriva la rivoluzione inglese?

Il manager dell'Arsenal denuncia: "Ho visto tanti avversari dopati". In Inghilterra è l'argomento del giorno

Dopo lo scandalo doping che ha travolto la Federazione russa (leggi qui per approfondire) l'ultima bomba sulla credibilità dello sport professionistico arriva niente di meno che da Arsene Wenger, allenatore dell'Arsenal, che entra a piedi uniti sul mondo del calcio mondiale scatenando l'imbarazzo della FA (The English Football Association) e le polemiche tra i media che seguono la Premier League. Tutto è iniziato da un'intervista del tecnico francese a L'Equipe, proprio da una domanda sul recente scandalo che ha coinvolto la Russia. 


"Ho sempre cercato di essere coerente con i valori dello sport. In 30 anni non ho mai fatto iniettare nulla nei miei giocatori per migliorare in qualche modo le loro capacità. Non ho mai dato loro nulla che potesse migliorarne le performance. Sono fiero di ciò. Ma ho giocato molte partite contro avversari che non si sono fatti certi scrupoli. ". Doping nel calcio insomma. Dichiarazioni pesanti che minano la credibilità del movimento sportivo più ricco d'Europa. La reazione della FA è immediata: "La FA, in collaborazione con l'UK antidoping, opera uno dei più efficienti sistemi di controllo antidoping del mondo". Il manager francese è stato anche convocato per rendere conto delle sue parole davanti ad una commissione. Ma a chi si riferiscono le accuse di Wenger? 

Due stagioni fa Wenger ha chiesto all’UEFA di introdurre un controllo sul sangue oltre a quello canonico sulle urine. La sua richiesta è stata accolta quattro mesi dopo dalla federcalcio europea che da questa stagione ha introdotto uno steroid profiling program, che consiste appunto in un controllo incrociato. Un sistema che non viene però adottato in tutta Europa, da qui le polemiche di Wenger con riferimento neanche troppo velato allo scorso settembre quando l’Arsenal uscì sconfitto dal match contro la Dinamo Zagabria e Arijan Ademi risultò positivo al drug test dopo la partita.

"Credo che la bellezza dello sport sia nel fatto che molti vogliono vincere, ma solo uno ci riesce. Purtroppo però siamo in un’era in cui si pensa subito e soltanto a celebrare il vincitore, senza curarsi del modo in cui la vittoria è arrivata. Poi, dieci anni dopo, magari salta fuori che quello ha barato. Durante questo lasso di tempo, però, nessuno pensa allo sconfitto". In Inghilterra le dichiarazioni di Wenger hanno scatenato un forte dibattito sulle contromisure immediate da prendere ma anche polemiche sull'allenatore dei Gunners, accusato da alcuni di aver velatamente insidiato il dubbio sul Chelsea e sui club della Premier League. La maggior parte dei commenti sta però dalla parte del tecnico e chiede a gran voce, citando anche i casi in serie A e la storia di Marco Pantani, chiarezza su quello che potrebbe diventare il più grande scandalo nella storia dello sport. Quanto doping gira nel calcio? Quando verrà a galla tutta la verità? 

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