Calcio

Violenza negli stadi: più feriti e Daspo ed emergenza arbitri

Il rapporto del Viminale sulla stagione 2014-2015: 213mila agenti impegnati (+14,8%). E la politica sfonda in curva...

Giovanni Capuano

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Un allarme che non accenna a spegnersi e che, anzi, fa segnare numeri in preoccupante crescita. Il rapporto dell'Osservatorio per le Manifestazioni Sportive del Viminale (CLICCA QUI PER LA VERSIONE INTEGRALE) disegna una situazione tutt'altro che normalizzata negli stadi italiani. Incidenti e feriti in crescita, presenza delle forze dell'ordine che non diminuisce, malgrado gli annunci e una caccia al direttore di gara che, soprattutto al Sud e nelle serie minori, conta centinaia di epsiodi di aggressioni e intimidazioni.

Il calcio del Belpaese, insomma, rimane ancora ben lontano dal trasformarsi in quell'isola felice che tanti dirigenti dipingono. I numeri sono impietosi e la consapevolezza che alcune statistiche sono gonfiate dal pomeriggio di follia a Roma in occasione della gara con il Feynoord e che gli ultimi mesi hanno fatto registrare qualche miglioramento, non può consolare. Urge correre ai ripari con interventi mirati da accompagnare all'investimento sulle strutture, leggasi stadi.

Nella stagione delle polemiche sul costo della sicurezza intorno al pallone, è il dato sul numero degli agenti impegnati a sorprendere: 213.166 con una crescita del 14,8% rispetto all'annata precedente. Tanti. Troppi per un sistema che si era dato norme per cercare di limitarne l'utilizzo.

 

In crescita il numero di incontri con feriti

Il dato complessivo che allarma è quello relativo agli incontri con feriti. Nella stagione 2014-2015 risulta in crescita complessivamente del 22% (da 59 a 72) con numeri negativi sia in serie A (+17,9%) che in serie B (+84,6%) e Lega Pro (+128,5), dove il fenomeno ha assunto contorni su cui riflettere per intervenire immediatamente con forza. 

Nelle serie minori, dove è più difficile garantire la sicurezza anche per la presenza di strutture meno moderne, cresce anche il numeri dei feriti 'civili' (cioé non tra le forze dell'ordine: da 69 a 82. In tutto il numero di coloro che a seguito di scontri ed episodi di violenza legati a una gara di calcio hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche è di 236. Attenzione anche al coinvolgimento degli steward che sempre più spesso pagano un conto salato a fronte di rimborsi spese bassissimi.

Daspo, arresti e denunce: tutti i numeri

Al 30 giugno 2015 risultavano attivi in Italia 5.040 provvedimenti di Daspo, ovvero il divieto a tempo a seguire manifestazioni sportive a causa di precedenti. Quasi tutti per incontri di calcio (4.848) con una piccola partecipazione anche dal basket (94). Il record negativo appartiene alla tifoseria del Bari con 109, seguita da Roma (85), Brescia (69), Juventus (59), Napoli (58) e Verona (41).

La maggior parte dei Daspo viene comminato per fatti avvenuti all'interno degli impianti, ma rimane alta la percentuale anche per fatti all'esterno dove si concentra la maggioranza degli scontri tra tifoserie o delle stesse con le forze dell'ordine (23% del totale). Ecco nel dettaglio del rapporto dell'Osservatorio la mappa dei Daspo:

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In calo il numero delle persone denunciate (-16,9%) con un trend positivo anche nelle leghe professionistiche a partire dalla serie A. Salgono, invece, gli arrestati: da 160 a 246 riconducibili a 58 tifoserie. Il dato è drogato dai 35 fermati in occasione di Roma-Feyenoord, ma la riflessione è che una buona parte deriva da incontri internazionali contro gruppi a rischio: nel 2014-2015 ci sono 17 arrestati croati e 13 bielorussi.

Caccia all'arbitro (soprattutto al Sud)

Nel mirino dei violenti finiscono spesso i direttori di gara e il fenomeno riguarda soprattutto le leghe minori dove è più difficile garantire protezione. L'Osservatorio ha censito 600 episodi di violenza fisica o morale nei confronti dei fischietti, quasi interamente concentrati nei campionati dilettanti. Il record appartiene alla Sicilia con 128 casi di cui 110 classificati come "gravi".

In generale le vittime sono giovani che stanno facendo i primi passi nella carriera arbitrale, ragazzi magari nemmeno maggiorenni costretti a ricorrere alle cure mediche dopo aver avuto disavventure sui campetti di periferia: 181 volte su 600. L'Aia con il presidente Nicchi ha denunciato il fenomeno anche con forza senza, però, riuscire ad invertire il trend.

La mappa della politica nelle curve ultras

L'altro fenomeno che merita attenzione è la politicizzazione delle curve. Il censimento riguarda 382 club (in diminuzione rispetto ai 403 della stagione precedente) con 39.628 supporter che vi si riconoscono. Tra gli ultras italiani la matrice politica preferita è quella di estrema destra (40 su 151 riconducibili a un'ideologia), maggioritaria rispetto alla sinistra (21). In tutto gli ultras politicizzati sono un piccolo esercito di 17.500 persone, minoritario rispetto alla massa complessiva ma comunque forte e in grado di compattarsi nella lotta alle nuove norme.

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