Calcio

Vieri e Delvecchio tornano in pista con "I re del ballo"

Al via dal 18 aprile su Sky Uno il nuovo format sul ballo ideato da Milly Carlucci, Protagonisti del viaggio-reality in 8 puntate, due ex calciatori con la passione per la danza

Vieri e Delvecchio in abiti di scena (Credits: Sky)

Balla che ti passa. Tornano in pista davanti alle telecamere due ex attaccanti del calcio tricolore di qualche anno fa, Marco Delvecchio e Christian "Bobo" Vieri, che insieme hanno raccolto più di 200 gol in Serie A. L'occasione è stata confezionata ancora una volta da Milly Carlucci, già deus ex machina di "Ballando con le stelle", il fortunato programma tv che dal 2005 fa ballare il pubblico italiano.

"I re del ballo", questo il nome del nuovo format che andrà in onda su Sky Uno dal giovedì 18 aprile (una produzione Toro), è un viaggio in otto puntate in giro per il mondo sulle tracce dei passi più celebri. Da Cuba a Buenos Aires, da Vienna a Santo Domingo, per raccontare le origini dei balli più popolari, ma anche per descrivere "le abitudini, le tradizioni, le meraviglie della natura e dell'architettura locali", recita il comunicato stampa che presenta il programma. Delvecchio e Vieri, uno contro l'altro, ancora una volta. E a tempo di musica.

Delvecchio, perdoni l'apparente banalità della domanda: chi ve l'ha fatto fare?

Semplice. Ci è piaciuto così tanto fare Ballando con le stelle che abbiamo pensato fosse divertente partecipare a un altro programma sul ballo. E poi noi siamo persone a cui piace sempre fare movimento, abbiamo colto l'occasione, ecco tutto...

Cosa risponde all'ironia di chi è convinto che avete trovate il modo di fare cassa a tempo di musica? Cosa rappresenta per lei il ballo, un lavoro come un altro o una vera e propria passione?

Il ballo è una cosa che mi piace fare, che mi diverte e che mi tiene in forma. Gli invidiosi e i critici ci sono e ci saranno sempre, non mi interessa un granché del loro giudizio.

Cosa ci può raccontare dell'esperienza in giro per il mondo per registrare le puntate che andranno in onda su Sky Uno a cominciare da giovedì 18 aprile? Ci racconti cosa è successo a telecamera spenta. Immagino che non vi saranno mancate le occasioni per fare festa...

Lo so che si pensa sempre che i calciatori siano abituati ad andare in giro a fare festa, ma non è andata così, anzi. Almeno nel nostro caso. Abbiamo lavorato dalle nove del mattino alle undici di sera, girando in continuazione. Quando tornavano in albergo eravamo stravolti e andavamo a dormire, non abbiamo fatto alcun tipo di festa.

D'accordo, come non detto. Ci dica allora quali sono stati i passaggi più divertenti a telecamera accesa. Uno su tutti...

Beh, è stato divertente vedere Bobo alle prese con un gallo da combattimento. Aveva paura di tenerlo in mano...

Timore comprensibile, direi...

Ma no, i galli di quel tipo non sono certo pericolosi per le persone.

A lei cosa è rimasto di questa esperienza?

La riflessione che ci sono Paesi che hanno molto meno di noi e che però vivono in allegria, apprezzando quello che hanno...

"Lui balla meglio di me - ha detto Vieri qualche giorno fa - però io sono sempre lì, sono fastidioso come le zanzare". Conferma o smentisce?

Confermo, confermo. Perché anche lui è un testardo, gli piace la competizione e non molla mai. Non si dà mai per vinto e cerca sempre di migliorarsi. Non voleva partecipare e basta, voleva vincere, insomma. Lo vedrete in tv, alla fine è stata una sfida equilibrata...

In quale prova lei ha fatto meglio?

Nel valzer viennese.

Scusi l'ignoranza. Quali sono le differenze tra il valzer viennese e il valzer, diciamo così, tradizionale, più comune?

Il valzer viennese è più dinamico, ti muovi di più. Mentre l'altro è un po' più statico...

Mai pensato di rimanere nel calcio come allenatore o come dirigente? A molti suoi ex colleghi è andata benissimo...

Guardi, io ho tutti i cartellini per poter allenare. Ma in questo momento ho preferito fare scelte diverse, per imparare cose nuove, che non avevo mai fatto in passato, come il ballo. Magari dopo questa parentesi tornerò a occuparmi di calcio.

Ha già ricevuto proposte?

Sì, però finora non ho accettato proprio perché ero occupato a fare altro.

Oggi Francesco Totti celebra i vent'anni di Serie A. Cosa ci può dire di lui?

Al contrario di quanto hanno detto in molti, Francesco è un grande perfezionista. Se è arrivato a giocare ancora a ottimi livelli a 36 anni, è perché si è sempre allenato bene. Spero che lo continui a fare ancora per lungo tempo.

Quindi, anche lei vota Totti per il prossimo Mondiale...

In un anno succedono tante cose, ma perché no, potrebbe succedere, glielo auguro e ne sarei felice.

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