"Vi spiego perché in Italia non si vendono le maglie da calcio"

La Macron grifferà le divise del Bolton e marchierà lo stadio del club inglese, che diventerà appunto il Macron Stadium. Intervista al CEO Gianluca Pavanello

Lo stadio del Bolton da luglio si chiama Macron Stadium – Credits: (c) Macron

Per la prima volta un'azienda italiana compie un investimento del genere e lo fa oltremanica e non in terra indigena. Panorama.it  ha intervistato il CEO dell'azienda di Crespellano, Gianluca Pavanello per capire i motivi di tale decisione.

Pavanello, perché la Macron ha investito sul Bolton e ha puntato sul calcio inglese invece di imbastire un'operazione simile in Italia?

"Partiamo dal presupposto che la nostra intenzione è quella di credere nel mercato inglese, dove abbiamo già diversi club come Aston Villa, Crystal Palace, Millwell, Leeds e adesso il Bolton. Vogliamo diventare leader nel Regno Unito e nei prossimi mesi potremmo firmare altre società. D'altronde - è inutile nasconderlo - il ritorno d'immagine e dell'investimento è decisamente superiore Oltre Manica. Il calcio inglese possiede delle strutture che in Italia ci possiamo solo sognare. Il nostro calcio è indietro anni rispetto agli inglesi".

Anche a livello di merchandising gli inglesi sono da record?"

La nostra maglia che fa e vende più repliche è quella del Leeds. L'anno scorso ne abbiamo vendute 100mila. Più del Napoli che faceva la Champions ed è il nostro fiore all'occhiello in Italia insieme a Lazio e Bologna".

Siete l'unico brand sportivo che dà il nome ad uno stadio: sensazioni?

"Ci inorgoglisce. Inizialmente c'erano stati contatti con il Bolton per una classica sponsorizzazione tecnica, dopodiché si è creata l'opportunità di griffare lo stadio subentrando alla Reebok e l'abbiamo colta al volo".

Che tipo di contratto avete stipulato con il Bolton?

"Siamo diventati i fornitori tecnici del club con un quadriennale con opzione per le quattro stagioni successive. Attualmente investiamo sul mercato circa 20-22 mln per le trentacinque squadre che rappresentiamo. Una cifra importante da calcolare sul fatturato che si attesta sui 70 mln. Puntiamo a crescere e ad arrivare a 100 mln di fatturato nei prossimi tre anni. Attualmente il 70% del nostro indotto proviene dall'estero; mentre in passato giungeva interamente dal mercato italiano".

Non solo calcio: siete in ascesa anche nel volley e nel rugby...

"Rappresentiamo diverse formazioni di pallavolo e anche nel basket abbiamo club del calibro della Virtus Bologna. Recentemente siamo sbarcati nella palla ovale, siglando l'intesa con una delle partecipanti al Sei Nazioni come la Nazionale scozzese. Un'avventura stimolante e nella quale contiamo di crescere ancora".

Come mai un'azienda italiana conquista così tanti proseliti all'estero?

"Ci riconoscono la serietà e l'affidabiltà delle aziende italiane. Il gusto e il design nostrano è molto apprezzato in giro per l'Europa".

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