Calcio

Lo scandalo Fifa scuote il mondo del calcio

Arrestati 7 dirigenti a Zurigo. Tangenti per oltre 100 milioni di dollari. Il procuratore generale Usa: "Hanno corrotto il sistema per arricchirsi"

FIFA conferenza stampa

Matteo Politanò

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Dario Pelizzari

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Giovanni Capuano

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Un caso giudiziario internazionale scuote le fondamenta della Fifa. La notizia bomba parte da New York e arriva fino a Zurigo, dove i vertici dell’organismo del calcio mondiale sono stati sottoposti a un blitz che ha portato a una serie di arresti eccellenti. Il Dipartimento di giustizia americano ha formalizzato l'accusa di corruzione nei confronti di alcuni massimi dirigenti della Fifa (clicca qui per leggere il documento integrale). Fino a 14 persone - secondo fonti investigative citate dalla Cnn - potrebbero essere nelle prossime ore rinviate a giudizio davanti alla corte federale di Brooklyn, a New York.

Il blitz è scattato all’alba presso il Baur au Lac Hotel dove i leader della Fifa sono riuniti per il congresso annuale. Gli agenti sono arrivati e si sono fatti consegnare le chiavi delle camere per poi procedere all’operazione ed eseguire gli arresti. Il procuratore generale americano Loretta Lynch ha parlato in conferenza stampa confermando le accuse: "Hanno corrotto sistema per arricchire sé stessi. Al momento le indagini non riguardano il presidente Josef Blatter".

 

Tra i sette dirigenti della Fifa sottoposti a fermo da parte degli agenti dell'Fbi, ci sono Jeffrey Webb delle Isole Cayman, uno dei vicepresidenti del comitato esecutivo della Fifa, l'uruguaiano Eugenio Figueredo, anche lui vicepresidente ed ex presidente della South America's Soccer Association, e Jack Warner di Trinidad e Tobago, ex membro del comitato esecutivo accusato di aver incassato più di 10 milioni di dollari in tangenti, che si è subito difeso: ""La gente di Trinidad&Tobago sa che ho lasciato la Fifa e il calcio internazionale quattro anni fa e ho combattuto senza sosta ogni forma di ingiustizia e corruzione. Sono stato preso di mira senza nemmeno essere stato interrogato. Sono innocente". 

Il numero uno della Fifa, Sepp Blatter, non è per il momento tra i responsabili messi sotto accusa per corruzione dal Dipartimento di Stato americano. A imprimere un'accelerazione all'azione delle autorità americane - raccontano i media Usa - sarebbe stata in particolare la decisione dell'ex procuratore Michael Garcia, che di recente ha preso le distanze dalla Fifa dopo essere stato assunto dall'associazione per svolgere un'indagine interna. Le accuse di corruzione mosse dalle autorità americane si riferiscono agli ultimi 20 anni e riguardano le gare per aggiudicarsi i campionati mondiali cosi' come gli accordi per il marketing e i diritti televisivi. Nell'inchiesta sarebbero finite anche le vicende che hanno portato all'assegnazione dei mondiali del 2018 e del 2022 rispettivamente a Russia e Qatar.


Il procuratore generale Usa: "L'ex numero 2 della Fifa Warner ha preso tangenti per 10 milioni di dollari" 
Pesanti come un macigno le accuse di Loretta Lynch, procuratore generale Usa che ha parlato alla stampa raccontando le indagini da cui è partita l'inchiesta: "Nel 2004, prima del Mondiale del 2010, il primo in Africa, i dirigenti Fifa hanno utilizzato il loro potere per permettere al Suidafrica di ospitare la Coppa. Ci sono stati accordi con alcune organizzazioni, questi individui decidevano dove e come organizzare queste partite. Per quanto riguarda l'ex presidente della Concacaf (Jack Warner) c'è una tangente di 10 milioni di dollari incassata illegalmente. Tutti coloro che stamattina sono stati arrestati a Zurigo avranno diritto a un processo e a spiegare le loro ragioni nelle sedi opportune. Il prossimo passo riguarderà l'estradizione, è necessario che le persone accusate vengano qui a difendersi e a spiegare le loro posizioni, deve esserci un processo giusto per tutti".

Il direttore dell'Fbi: "Alla Fifa corruzione dilagante"
Anche il direttore dell'Fbi, James Comey, ha parlato in conferenza stampa. "Come affermato nell'indagine, i sospettati hanno incoraggiato una cultura di corruzione e avidità che ha creato un campo di gioco iniquo nello sport più grande del mondo", ha detto. "Pagamenti segreti e illeciti, tangenti e mazzette sono diventate il modo di fare affari nella Fifa", ha aggiunto Comey, affermando che "quando i leader di un'organizzazione arrivano a ingannare gli stessi membri che dicono di rappresentare, allora devono rispondere" delle loro azioni. Comey ha infine sottolineato come l'indagine non riguardi solo lo sport, ma la legalità. "Questo caso non si basa sul calcio, ma sull'equità e sul rispetto delle leggi", ha detto il direttore dell'Fbi, concludendo: "I tifosi, i giocatori e gli sponsor che nel mondo amano questo gioco non dovrebbero preoccuparsi di funzionari che corrompono il loro sport".

Le autorità della Svizzera hanno avviato un'inchiesta separata sulla gestione illecita e riciclaggio di denaro nell'assegnazione dei mondiali del 2018 e 2022, affidati rispettivamente a Russia e Qatar.

Chuck Blazer: per il The Guardian è lui la "talpa" dell'Fbi
L'Fbi sta investigando da tempo sugli affari della Fifa e nei mesi scorsi qualche notizia era stata già anticipata, in particolare sulla collaborazione di Chuck Blazer, un ex membro del comitato esecutivo della Fifa in contatto con gli investigatori dal 2011.

Blazer - secondo quanto viene riportato dal The Guardian - sarebbe sotto investigazione dall'Fbi dopo essere stato scoperto per una tassa non pagata relativa ad alcune commissioni ricevute quando era segretario generale della Concacaf. Da lì, sarebbe iniziata la sua collaborazione con gli investigatori americani che l'avrebbe portato addirittura a registrare segretamente gli esecutivi della Fifa utilizzando un portachiavi munito di un dispositivo di registrazione segreto. Blazer, noto con il soprannome di "Mister 10%", era stato sospeso dalla Fifa dopo aver ammesso alcune operazioni illecite. 

Il candidato alla presidenza Fifa: "oggi giorno triste per il calcio"
"Oggi è un giorno triste per il calcio": questo il laconico commento del principe giordano Ali bin Al Hussein dopo il ciclone giudiziario che ha investito i vertici della Fifa. Al Hussein è uno dei vicepresidenti della federcalcio mondiale e sarà l'unico candidato alla presidenza della Fifa in opposizione a Sepp Blatter nelle elezioni in programma venerdì 29 maggio.

La Uefa: "Siamo sorpresi ed intristiti"
Michael Platini, presidente dell'Uefa, ha convocato un esecutivo d'urgenza per parlare del terremoto che ha sconvolto la Fifa.

I vertici dell'organizzazione si riuniranno a Varsavia, in occasione della finale d'Europa League. Nel frattempo è stato diffuso un comunicato ufficiale: "L'Uefa è sorpresa ed intristita dagli eventi di stamani a Zurigo ed aspetta di ricevere più ampie informazioni. Altre dichiarazioni saranno fatte a tempo debito'', conclude l'Uefa, ma e' possibile che gia' in serata arrivino le considerazioni del presidente Michel Platini, da tempo grande avversario della politica di Sepp Blatter.

Da Zurigo arriva intanto la notizia che la magistratura elvetica avrebbe aperto una procedura penale per sospetta gestione sleale e riciclaggio di denaro riguardante l'attribuzione dei Mondiali di calcio 2018 e 2022. Secondo una nota diffusa poco fa, sarebbero in corso perquisizioni presso la sede della Fifa a Zurigo. Pronta la risposta del ministro dello Sport russo, Vitali Mutko, che interpellato dall'agenzia Tass avrebbe dichiarato: "Se vediamo chi sono le persone arrestate, molte di loro non avevano niente a che fare con l'esame delle richieste per ospitare i mondiali e non erano membri del comitato esecutivo della Fifa". 

Il portavoce Fifa: "Blatter non è coinvolto"

Il presidente Blatter "non è coinvolto e non è tenuto a lasciare l'incarico". Lo ha detto il portavoce della Fifa, Walter De Gregorio, aggiugendo che il presidente "è calmo, vuol seguire cosa accadrà nelle prossime ore". Nessun provvedimento verrà preso per il momento nei confronti dei dirigenti fermati. "Le persone - ha detto ancora De Gregorio - sono state per ora arrestate ma non dichiarate colpevoli, la Fifa non sta portando avanti misure nei loro confronti. Attendiamo il procedimento legale, poi il comitato etico deciderà se dovranno essere sospese dal ruolo che ricoprivano. La Fifa è parte lesa nell'inchiesta. La situazione ha lasciato tutti sorpresi. E'un momento difficile per noi. L'indagine è positiva per salvare quanto di buono fatto in questi anni. I mondiali del 2018 e 2022? Si terranno regolarmente". 

Dalla Svizzera: sospetto di tangenti per 100 milioni di dollari

Il procedimento delle autorità svizzere - si legge in una nota dell'Ufficio federale di giustizia (Ufg) svizzero - fa seguito a una denuncia penale presentata dalla Fifa lo scorso 18 novembre ed è un procedimento separato rispetto a quello avviato dalla giustizia americana. Nel procedimento avviato in Svizzera sussiste il sospetto che nell'assegnazione dei Campionati mondiali del 2018 e del 2022 siano state commesse irregolarità: amministrazione infedele e riciclaggio di denaro che sarebbero avvenuti almeno parzialmente in Svizzera. L'inchiesta è coordinata con le autorità americane "in modo tale che tutte le eventuali informazioni rilevanti dal punto di vista del diritto penale possano essere reperite in modo efficace ed escludendo qualsiasi rischio di collusione".

Scrive l'Ufg: "Il pubblico ministero competente per il distretto est di New York sta indagando contro queste persone perché sospettate di aver pagato e accettato dagli anni Novanta ad oggi tangenti e provvigioni nascoste. I presunti autori della corruzione – rappresentanti di media sportivi e di imprese di commercializzazione dello sport – sarebbero coinvolti in pagamenti ad alti funzionari del calcio – delegati della FIFA (Fédération Internationale de Football Association) e altri funzionari di organizzazioni affiliate alla FIFA – pari a oltre 100 milioni di dollari. Come contropartita avrebbero ricevuto i diritti di trasmissione, di commercializzazione e di sponsorizzazione di tornei di calcio negli Stati Uniti e nell’America del Sud. Secondo la domanda di arresto, tali reati sono stati concordati e preparati negli USA; alcuni pagamenti sono inoltre avvenuti attraverso banche statunitensi".

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