Esclusivo Ventola: "Io il preferito? Brividi. Ci lega il destino"

Parla Nicola Ventola, indicato dal neoproprietario dell'Inter come giocatore prescelto: "Facendo il mio nome ha dimostrato di avere visione del club a 360°" - Ventola e l'Inter: fotostory

Nicolò Schira

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"Mi sono svegliato con settanta messaggi e un centinaio di chiamate. Pensavo fosse successo qualcosa di incredibile o una tragedia...". Dall'altra parte del mondo e precisamente in quel di Los Angeles all'altro capo del telefono c'è Nicola Ventola. L'ex attaccante dell'Inter è stato investito quest'oggi del rango di calciatore preferito da parte del neo-patron nerazzurro Erick Thohir. Un'investitura significativa e inaspettata: per questo Panorama.it ha intervistato in esclusiva l'ex centravanti della Beneamata.

Che effetto le fa essere il calciatore preferito di Erick Thohir?

"A leggere le sue parole mi sono venuti i brividi. Provo un orgoglio incredibile, significa essere riusciti a lasciare una traccia importante durante il proprio vissuto calcistico. Credo che Thohir abbia dimostrato di conoscere il nostro mondo del calcio...".

In che senso?

"Fa capire che capisce di calcio, perchè sarebbe stato facile altri nomi. Quando si pensa al Barcellona di oggi, è scontato fare il nome di Lionel Messi. Idem per l'Inter di allora. Fare il mio nome significa aver avuto una visione del club a trecentosessanta gradi. Credo che Thohir abbia apprezzato, soprattutto, il mio primo anno all'Inter. Quando realizzai cinque gol nelle prime cinque gare di campionato e tre reti decisive in Champions League".

Com'era il Ventola interista?

"Avevo meno qualità di Ronaldo, Baggio e Djorkaeff, ma ci mettevo tanto impegno e voglia di emergere al fine di dimostrare di essere all'altezza di una maglia così importante. Penso di aver colpito i tifosi per i gol, ma anche per il cuore e l'attaccamento alla maglia manifestato in campo".

Adesso vive a Los Angeles: che rapporto ha con l'Inter?

"Sto seguendo molto le mie ex squadre. L'Inter l'ho sempre amata. Quando ci giocavo, erano stagioni difficili e si vinceva poco ma per questo l'ho sempre seguita con maggior passione e attaccamento".

Ricordi di Moratti?

"Ho avuto un splendido rapporto con il presidente Moratti. Rimango molto affezionato al lui e alla sua famiglia".

Di Thohir invece?

"Thohir mi ha sempre incuriosito come personaggio: nella mia famiglia tutti parlano indonesiano, la mia compagna si chiama Kartika che significa coraggio. Tutti parlano indonesiano in casa, essendo mia suocera appunto di origine indonesiana. Pensa che la prima parola detta da mio figlio è stata ciao in indonesiano...".

Forse è il destino che la lega a Thohir?

"E' la persona giusta per l'Inter: ci sono tante coincidenze incredibili in questa storia. Probabilmente è il destino che ci lega...".

Tornerebbe all'Inter?

"Se dovessero chiamarmi per qualsiasi ruolo, risponderei presente con il cuore e con l'anima. A Los Angeles mi sono trasferito per seguire lavorativamente mia moglie. Il calcio rimane la mia passione".

In che ruolo le piacerebbe misurarsi: dirigente o allenatore?

"Mi piacerebbe più un ruolo da osservatore-dirigente in modo da lavorare a stretto contatto con coloro che fanno mercato. La voglia di far bene e dare il massimo caratterizzano la mia persona: se l'Inter ha bisogno di me, sono a disposizione...".

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