Veleni su Napoli - Juventus, gli azzurri non vogliono Rizzoli

L'arbitro emiliano è la prima scelta di Braschi per dirigere il match ma fu lui a consigliare il rigore nella Supercoppa di Pechino. E quell'occhiolino di Buffon...

Le prime pagine del Corriere dello Sport contro l'arbitro Rizzoli

Matteo Politanò

-

Mancano due giorni all'attesa sfida scudetto tra Napoli e Juventus al San Paolo. Ora dopo ora sale l'attesa e la tensione cresce di pari passo con il volume delle polemiche per la presunta designazione arbitrale. Sarà Braschi a scegliere l'arbitro per la sfida e tutti i presupposti lasciano intendere che a dirigere il match sarà Nicola Rizzoli, arbitro di Mirandola che nella Supercoppa di Pechino indusse Mazzoleni a fischiare il calcio di rigore per la Juventus scatenando l'ira di Mazzarri e dei tifosi azzurri. Il tam tam mediatico, con una campagna "d'allarme" portata avanti dal Corriere dello Sport anche nella prima pagina di oggi, mira a sottolineare come i precedenti non felici dell'arbitro nei confronti dei partenopei rischino di minare la regolare e imparziale direzione di gara nella sfida dell'anno.

Su Rizzoli pesa anche un altro precedente quando a Catania, sempre nel ruolo di arbitro d'area, diede il suggerimento sbagliato per far annullare il gol di Bergessio. In questa stagione ha incrociato il Napoli a Genova (vittoria azzurra per 4-2) e a Milano contro l'Inter (sconfitta per 2-1) ma il pre-partita della sfida scudetto è scandito dalla certezza che Rizzoli sia inadeguato per il match del San Paolo, un attrito montato anche dopo la finale di Pechino per le dichiarazioni rese dall'arbitro alla Gazzetta dello Sport: "Il rigore contro il Napoli in Supercoppa? Decisione condivisa. Mazzoleni aveva visto il fallo e io ho dato una ulteriore conferma. Le immagini sono chiare anche se c’è chi sostiene che non era rigore. La premiazione disertata? Credo non sia stato uno spot felice per l’Italia".

Disertare la premiazione fu invece una "scelta giusta" secondo il tecnico del Napoli Walter Mazzarri che spiegò come dopo la finale cinese pensò addirittura di dare le dimissioni: "Siamo stati cornuti e mazziati, dopo la Supercoppa di Pechino ho pensato di dimettermi. Ci sono state grosse iniquità, Behrami ha subito un rigore clamoroso ma ci può stare. Non ci può stare, però, che si applicano due metri di giudizio diversi. Se l'arbitro manda via un nostro calciatore per proteste deve farlo anche con la squadra avversaria". Dopo la Supercoppa il tempo non portò però consiglio al tecnico napoletano e al suo entourage, convinti nel confermare le loro perplessità diversi giorni dopo la finale: "Non accetto lezioni da chi dice di aver vinto 30 scudetti mente le sentenze gliene danno 28. Sono stato zitto una settimana perché volevo capire. Ho rivisto la partita 4-5 volte e a mente fredda vi dico che c'è stato un momento in cui mi è venuta la voglia di smettere. Credo che la società, semmai ci fosse stato un piccolo ripensamento, dopo quanto accaduto ha visto ancora di più che abbiamo fatto la cosa migliore non presentandoci alla premiazione. Vi chiedo: cosa sarebbe successo visto quello che hanno scritto gli arbitri con le squalifiche a me, Zuniga, Pandev, Dossena, se fossimo rientrati in campo e avessimo trovato davanti gli arbitri? Cosa sarebbe successo se qualcuno di noi avesse continuato a dire ciò che pensava, che aveva visto e sentito? La nostra protesta non è nei confronti del nostro avversario che ha fatto il suo gioco. Sono quelli che dovrebbero essere 'super partes' che dovrebbero garantire la legalità e l’uguaglianza sulle regole".

Come se non bastasse, a fomentare le perplessità, nelle ultime ore è stato rispolverato il video del presunto occhiolino di Gianluigi Buffon all'arbitro Rizzoli dopo il quarto gol della Juventus al Napoli nella finale di Pechino. Un documento che lascia più spazio alla fantasia che alla cronaca ma che è sufficiente per gettare ulteriore benzina sul fuoco. Il quintetto che potrebbe dirigere la gara sembra però ormai deciso: Rizzoli centrale, Rocchi e Tagliavento arbitri d’area, Faverani e Stefani assistenti. Un team di direzione affiatato che all'ultimo europeo in Polonia e Ucraina avrebbe dovuto dirigere la finale se in campo non ci fossero stati gli azzurri. A Napoli si teme però anche per Stefani, il guardalinee che a Pechino consigliò a Mazzoleni l'espulsione di Pandev, altro episodio che cambiò la partita e sul quale le polemiche furono feroci.

© Riproduzione Riservata

Commenti