Come cambieranno le panchine in Europa?

Da Mourinho ad Ancelotti passando per Klopp e Benitez: tantissime panchine in Europa potrebbero cambiare allenatore la prossima stagione

Mourinho e Ancelotti durante un match del 2010 tra Inter e Chelsea (Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Riccardo Vetere

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Ancora pochi giorni e in Europa assisteremo a un rimescolamento generale delle panchine. Forse mai come quest’anno, il ruolo dell’allenatore la farà da padrone nel calciomercato estivo. Con una differenza sostanziale: la celerità degli spostamenti rispetto a quella dei colleghi calciatori; se per quest’ultimi c’è tempo fino al gong del 31 agosto per trasferirsi altrove, per “gli abitanti della panca” il lavoro di pianificazione della preparazione estiva e del mercato impongono tempistiche ristrette.

Così accade che Pep Guardiola abbia firmato per il Bayern Monaco già nel gennaio scorso, in netto anticipo rispetto ai propri colleghi. L’anno sabbatico a New York, intrapreso dopo i 14 trofei sollevati alla guida dei blaugrana, ha favorito questa trattativa che procedeva ormai da qualche mese. Del resto anche l’addio di Jupp Heynckes al Bayern Monaco al termine della stagione – se lo farà da trionfatore assoluto o meno bisognerà attendere la finale del 25 maggio a Wembley - ha spianato la strada allo sbarco di Pep in Germania. Il problema - non problema - ora è, come potrà migliorare ulteriormente una squadra già al massimo del suo splendore?

Un altro che sembra avere il destino segnato, è Josè Mourinho. Il ritornello che risuonava fino a qualche settimana fa metteva in fila Psg, Chelsea e Inter come protagoniste della melodia. Ora la strada del portoghese sembra una, e una soltanto: il ritorno ai blues. Del resto, “in Spagna qualcuno mi odia”, ha ammesso Mourinho dopo l’eliminazione per mano dei giovanotti vestiti di giallo fosforescente di Klopp. Poi ha anche aggiunto: “Andrò dove mi sento amato…”. È noto l’attaccamento della tifoseria del Chelsea all’uomo più vincente della storia del club, ma è noto anche il disappunto continuo che i supporters continuano a mostrare verso Rafa Benitez; il quale, nonostante la sconfitta nella finale del Mondiale per club per mano del Corinthians, ha condotto il Chelsea sino alla finale di Europa League ad Amsterdam.

Ma Abramovich, che alla fine è colui che dovrà pagare la clausola di 12 milioni di sterline per liberare lo Special One, si sarebbe finalmente deciso a fare un passo indietro e a riaccogliere tra le braccia il portoghese. Ma per uno che arriva, un altro parte: dove finirà Rafa Benitez?

Il Paris Saint Germain dovrà decidere chi sarà il timoniere nella prossima Ligue 1. Se fosse per i tifosi parigini, la decisione sarebbe già stata presa e risponderebbe al nome di Carletto Ancelotti. Su Psgcommunity.fr - il sito della tifoseria – è stata pubblicata una lettera aperta destinata proprio a lui. La conclusione dello scritto è eloquente: “Noi ci auguriamo che la prossima stagione continui l’avventura al Psg”. Ancelotti si è guadagnato la fiducia di tutti proprio in questa stagione: guidando la Ligue 1 sempre in testa e avviandosi ora alla conquista del suo primo campionato francese – sono 9 i punti di vantaggio sul Marsiglia – dopo quello buttato alle ortiche l’anno passato. Ma quel che più ha convinto della gestione Ancelotti è stato il doppio confronto, senza sconfitta, contro il Barça; ulteriore dimostrazione di una crescita costante del progetto orchestrato da Leonardo.

E proprio la panchina del Real Madrid – come detto – resterà con tutta probabilità vacante in attesa di degna paternità. E Florentino Perez pare abbia già deciso di strappare il tecnico italiano alla concorrenza. In Spagna sono noti i contatti in fase molto avanzata tra Ancelotti e Jose Angel Sanchez, direttore generale dei blancos. Ma urge prudenza prima di dare per fatto l’affare; meno di un mese fa fu Ancelotti stesso a frenare questa ipotesi: “Il mio operato sarà giudicato al termine della stagione e se la proprietà sarà felice, io sarò felice di rimanere e in quel caso andremo avanti insieme". Ma tra il dire e il fare…

Altro nome caldo, è proprio quello del finalista uscito come un coniglio dal cilindro della Champions, Jürgen Klopp. Autore di un piccolo capolavoro di tattica misto alla tecnica dei giocatori da lui selezionati e richiesti, l’allenatore tedesco è inevitabilmente al centro dei rumors più disparati. Inevitabile che Real Madrid e Psg ci facciano un pensierino. Anche se, ad oggi, l’opzione più accreditata è quella di una sua permanenza in Germania.

Permanenza in Inghilterra, invece, che sembrerebbe sicura stando alle parole di Wenger dopo la sfida con lo United, del 28 aprile scorso: “Ho sempre rispettato i contratti e non cambierò a questa età. Sono concentrato sull'Arsenal, sul prossimo match e sulla prossima stagione". Non sembrano però credergli i bookies, che quotano il suo passaggio a Parigi, già da questa estate, a solo 2,25.

In questo rimescolamento generale delle carte, è vietato escludere che qualche jolly possa scivolare fuori dal mazzo. Il Monaco di Dmitry Rybolovlev – 97° uomo più ricco del mondo secondo Forbes – non pare intenzionato a mollare la presa su Roberto Mancini, il quale starebbe ancora meditando sul da farsi dopo una stagione non proprio entusiasmante con il Manchester City, sbattuto fuori dalla Champions già a fine novembre proprio da Real e Borussia Dortmund.

Il tutto senza dimenticare i nostrani Allegri e Stramaccioni, che il posto fisso al 100% ancora non ce l’hanno, e potrebbero alla fine entrare anche loro nel vortice del mercato delle panchine. Auguri.

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