Il sogno dell'Under 21 sulle orme di Pirlo, Maldini, Vialli, Cannavaro...

Non è arrivato il 6° titolo europeo, ma per molti azzurrini dell'Under 21 si prospetta un brillante futuro. Come già accaduto per tanti altri giovani protagonisti del passato - Le vittorie italiane   - 

Parlano di noi? Circondato da alcuni compagni, Fabio Cannavaro legge "la gazza" durante l'edizione 1996 degli Europei Under 21. (Credits: Ansa)

Matteo Politanò

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Sconfitti in finale da un'irresistibile Spagna, i ragazzi di Davis Mangia non sono entrati nella storia del calcio azzurro come sarebbe accaduto nel caso di 6° titolo europeo di categoria. Ma le individualità fatte vedere durante il torneo in Israele fanno prevedere un futuro di successo per molti di loro. Il Campionato Europeo under 21 è infatti sempre stato il viatico per carriere esaltanti, a partire dai giocatori della Nazionale italiana che lo vinse nel 1992. Proprio in quell'anno nascevano Marco Verratti, Cristiano Biraghi e Francesco Bardi, tre perni dell'under 21 di oggi. Era la nazionale di Cesare Maldini con Alessandro Melli (esploso nel Parma e meteora in Sampdoria e Milan), Renato Buso, Mauro Bertarelli (dopo la partenza di Vialli era titolare nella Samp poi un grave infortunio al ginocchio gli spezzò la carriera), Luca Luzardi e tanti altri. Vinse nella doppia finale contro la Svezia per somma di reti alla luce del 2-0 dell'andata e della sconfitta per 1-0 nel ritorno. Due anni dopo stesso copione e stesso trionfo con una rosa ancor più competitiva: Vieri, Panucci, Toldo e Cannavaro ma anche alcune meteore tra cui Deli Carri, Scarchilli e Rossitto. Questa volta la finale è secca e a deciderla ci pensa Pierluigi Orlandini che segna il primo golden gol nella storia del calcio con un tiro da fuori area che batte il Portogallo di Rui Costa. Passano altri due anni ma nel 1996 il copione non cambia: gli azzurrini vincono nuovamente, questa volta ai calci di rigore, nella finale a Barcellona contro la Spagna. In campo ci sono Pagotto (nel 1997 era al Milan e pochi anni dopo all'Arezzo), Fresi, Panucci, Cannavaro, Galante, Pistone, Nesta, Ametrano (in panchina con la Juventus nell'Intercontinentale di Tokio ma poi incapace di mantenere le promesse), Brambilla (da fenomeno comprato dal Parma a meteora nel Mantova), Tommasi, Tacchinardi, Amoruso, Morfeo e un certo Francesco Totti...

Per aspettare un nuovo trionfo bisogna fare un salto di 4 anni fino al 2000. Sulla panchina azzurra non c'è più Cesare Maldini bensì Marco Tardelli che ha a disposizione una rosa con due fuoriclasse che sei anni dopo saranno campioni del mondo: Pirlo e Gattuso. Il fantasista azzurro, recordman di presenze nell'under con 46 presenze, guida la squadra dove giocano anche Abbiati, Coco, Cirillo, Grandoni (indicato come l'erede di Nesta e poi persosi nelle serie minori) , Zanchi, Zanetti, Ventola, Perrotta, Comandini (arrivato fino a segnare una doppietta nel derby di Milano e poi via via scomparso dal calcio che conta) e tanti altri. In finale contro la Repubblica Ceca decide proprio una doppietta di Andrea Pirlo. L'ultimo trionfo è datato invece 2004 con una nazionale zeppa di talento e guidata da Claudio Gentile: nella finale contro la Serbia vanno in campo Amelia, Bonera, Moretti, De Rossi, Palombo, Gilardino, Sculli, Barzagli, Bovo, Donadel e Mesto. In panchina anche alcune meteore che di lì a poco spariranno dai riflettori: Carlo Zotti, portiere cresciuto nella Roma e perso nei meandri del campionato svizzero, e anche Simone Del Nero che in sei anni di Lazio ha giocato 30 partite con un gol prima di finire nel campionato malese (?) allo Johor. Una finale senza storia che vide gli azzurri trionfare per 3-0 con reti di De Rossi, Bovo e Gilardino. 

Da quella edizione è innegabile come il vivaio della nazionale abbia vissuto periodi altalenanti, soprattutto nel triennio dal 2004 al 2007 dove per due edizioni gli azzurrini furono eliminati al primo turno. Una nazionale con Pazzini e Chiellini ma anche con Potenza, De Fendi, Scurto, Biondini e Mantovani, non necessariamente pedine da joga bonito. Nel 2009 si arriva terzi mentre l'ultima under del 2011 non riesce a qualificarsi, un risultato che così negativo non arrivava dal 1998. L'avvento di Davis Mangia ha riportato nuova carica in una selezione talentuosa come raramente è accaduto nella storia: giocatori come Verratti, Insigne, Immobile e Gabbiadini hanno già dimostrato di poter fare un lungo percorso con la maglia azzurra anche in nazionale maggiore. Intanto si inseguono i record nell'under: il top delle presenze è di Andrea Pirlo (46), davanti a Brighi (35) e Bonera (34), Rosina e Marrone (32) e Donadel (31). Nei gol svettano Gilardino (19), Pirlo (16), Gabbiadini (12), Maccarone, Acquafresca e Vialli (11). 

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