RETROSCENA - Razzismo, Figc e Uefa pronte a cambiare ma i club...

Platini e Abete d'accordo nel modulare diversamente le sanzioni. Le società: "Si torni alle vecchie regole" - la sfida degli ultras - 63 giorni di allarmi inascoltati - le nuove norme  

Giovanni Capuano

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Figc e Uefa sono pronte a fare un passo indietro e a rimodulare le norme anti discriminazione per aiutare il calcio italiano a uscire dal ricatto delle curve ultras, alleate ormai trasversalmente per far saltare il sistema. Un'apertura importante, arrivata nel giorno in cui la Lega Calcio ha ufficialmente scritto alla Federazione chiedendo la modifica del regolamento recepito in questa stagione su volontà dell'Uefa. La tolleranza zero al razzismo da stadio resterà, ma saranno modificate alcune logiche del sistema sanzionatorio. Quando? Presto, forse già nel consiglio federale in programma settimana prossima.

L'urgenza è dettata dal livello dello scontro, ormai altissimo. La serie A torna nel week end dal 18 al 20 ottobre e il tam tam delle tifoserie ultras sta proponendo un patto perché in tutti gli stadi si violino le norme con striscioni, cori e manifestazioni discriminatorie così da provocare nuove squalifiche, chiusure degli stadi e - nel caso del Milan che ha già due recidive - la sconfitta a tavolino per 0-3. Bisogna agire in fretta, dunque, e l'Uefa ha fatto sapere attraverso il segretario generale Infantino e il presidente Platini che considera una questione interna il modo in cui la Figc intende recepire le direttive generali di contrasto alla discriminazione in tutte le sue forme.

La Figc è pronta a ritoccare due punti dell'impianto delle norme. Si parte dalla valutazione della consistenza della violazione che oggi non prevede alcuna gradualità; bastano poche decine di imbecilli per provocare la segnalazione degli ispettori e i provvedimenti da parte del Giudice sportivo Tosel. Nel nuovo impianto sanzionatorio avrà un peso, invece, la rilevanza dei cori e perché siano passibili di squalifica dovranno essere stati acclarati ed evidenti. Si punta così anche a ridurre l'elemento di soggettività nella valutazione dei singoli ispettori. In queste settimane c'è chi ha scritto tutto sul referto, chi in parte e chi ha tralasciato cori che avrebbero meritato la segnalazione. Una difformità inaccettabile.

La seconda modifica sarà sul tariffario delle sanzioni (l'articolo 18 del Codice di Giustizia sportiva). Oggi prevede la chiusura del settore alla prima violazione e poi dello stadio, lo 0-3 a tavolino e le penalizzazioni. Si cercherà di rendere più duro il sistema punitivo verso i singoli settori preservando il resto del pubblico, soprattutto se si dissocia o la società mette in atto azioni concrete di prevenzione, e lasciando stare l'aspetto sportivo della competizione. 

Aperture importanti che la Lega Serie A recepirà tirando un sospiro di sollievo anche se la strada indicata dai club si spinge anche oltre. In via Rosellini si punta a tornare al sistema in vigore fino alla passata stagione, con attenuanti ed esimenti che trasformavano le sanzioni (già esistenti) in multe e non in squalifiche di settori e stadi. I club vorrebbero cancellata la circolare 45/A del 5 agosto che ha azzerato le esimenti e che - raccontano i dirigenti in forma anonima - è stata accettata solo per spirito di collaborazione con la Figc, in modo da non dare la sensazione di non essere schierati contro il razzismo.

Un passo indietro che non sarà semplice ottenere, anche perché la sensazione di insopportabile vicinanza tra club e ultras continua a rimanere. In questa vicenda, infatti, c'è anche l'aspetto della solidarietà e dei rapporti che le società e i loro tesserati continuano a mantenere con queste frange di tifosi che oggi le hanno messe sotto ricatto. Basti pensare alla delegazione ultras fatta entrare a Milanello alla vigilia di Milan-Samp e alla quale è stata espressa solidarietà da giocatori e staff tecnico. Inaccettabile per il Viminale e per la Figc. Tornare alle multe riporterebbe l'orologio indietro nel tempo.

C'è un ultimo aspetto ed è legato alla chiusura di San Siro in occasione di Milan-Udinese. I rossoneri hanno fatto ricorso in appello e Galliani ha annunciato che andrà avanti in ogni sede possibile. Ufficialmente non ci sono i margini perché la squalifica possa essere revocata, ma i club (tutti) si attendono che accada e che ci sia una sorta di azzeramento di quanto accaduto in questo inizio di stagione. Il braccio di ferro sarà sull'interpretazione delle nuove norme e la decisione dipenderà dalla Figc con i suoi organi disciplinari. Cosa farà Abete?

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