Calcio

Ultras Atalanta: droga e scontri. Inchiesta scuote il mondo delle curve

Il blitz della Polizia a Bergamo con 26 arresti. Cocaina assunta prima degli assalti, rapine, estorsioni e reati da stadio (e non solo)

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Giovanni Capuano

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Una nuova inchiesta scuote dalle fondamenta il mondo ultras, gettando discredito sulle curve della nostra serie A. Dopo l'indagine dell'Antimafia sui rapporti tra tifoserie e organizzazioni criminali, ecco il blitz della Polizia di Bergamo che apre un nuovo fronte. Accuse pesanti e arresti il bilancio di una vasta operazione contro numerosi soggetti ritenuti responsabili di traffico e spaccio di droga, estersione, rapina e resistenza a pubblico ufficiale: tutto nei pressi dello stadio e legato spesso (ma non solo) all'attività dell'Atalanta di cui la maggior parte delle persone coinvolte erano sostenitori.

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Dalle indagini, portate avanti dalla Squadra mobile di Bergamo e dallo Sco della Polizia, è emerso che il gruppo era solito assumere cocaina prima della partita nei pressi dell'impianto per poi dare vita a incidenti e azioni violente cammuffandosi e coprendosi il capo. Una strategia ripetuta nel tempo, che gli investigatori hanno messo a fuoco indagando sugli scontri avvenuti nel gennaio 2016 con gli ultras dell'Inter in trasferta a Bergamo.

Intercettazioni e video: così si spaccia dentro uno stadio 

Mesi di indagine hanno consentito di ricostruire cosa accade dentro una curva. Non si tratta di un problema legato solo allo stadio, perché l'inchiesta si occupa anche di traffico e spaccio di droga in contesti diversi rispetto alla tifoseria atalantina. Però le immagini che documentano il giro di denaro e i movimenti da parte degli ultras anche nei locali adiacenti lo stadio prima e dopo le partite è uno spaccato dei problemi di controllo del territorio ancora non risolti per il calcio italiano.

Al momento non sono emersi contatti tra gli ultras atalantini arrestati ed esponenti di altre tifoserie, come invece era accaduto in occasione del maxi processo a carico di 143 persone concluso con condanne a complessivi 47 anni poi sostanzialmente confermate in appello. Quello era stato il primo esempio di procedimenti esteso legato a una singola tifoseria e aveva ricostruito origine e svolgimento di alcuni episodi di cronaca nera compreso il celebre assalto contro l'allora ministro Maroni a una festa della Lega Nord ad Alzano Lombardo nel 2010.

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