Calcio

Turchia, squalificato 12 giornate per "propaganda ideologica"

Deniz Naki è nato in Germania e ha origini curde. Sostiene la lotta di Kobane contro l'Isis ma ad Ankara il suo stile non piace

Deniz Naki (GB)

Matteo Politanò

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Deniz Naki, attaccante tedesco di origine curda che gioca nell'Amedspor, è stato squalificato per dodici giornate e ha ricevuto una multa di 19.500 lire turche (poco piu' di 6 mila euro). Il motivo? È stato ritenuto colpevole di "propaganda ideologica" per aver detto in un'intervista di sperare in una soluzione pacifica del conflitto tra Ankara e il PKK (il partito dei lavoratori del Kurdistan) dopo aver visto la terribile situazione di Cizre, città curda del sud-est sotto coprifuoco totale dal 14 dicembre scorso.

Nonostante la sua nazionalità sia quella teutonica le origini curde di Naki sono state sempre un problema in Turchia. Accusato di simpatie troppo esplicite per il PKK, l'attaccante cresciuto nel Bayern Leverkusen ha anche un tatuaggio sull'avambraccio con la scritta "Azadi", riferimento alla sue origini. Un simbolo di rivolta dentro il campionato turco, un personaggio troppo scomodo per non fare rumore


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Nel novembe 2014 Naki era rimasto vittima ad Ankara di un'aggressione razzista per la strada dopo aver espresso sui social il suo sostegno ai curdi combattenti di Kobane che lottano da mesi contro lo Stato Islamico (Isis).

"Ero uscito per comprare da mangiare, sono stato affiancato da tre persone che si sono avvicinate.'Questo è il primo avvertimento', mi hanno adetto prima di iniziarmi a prendere a pugni e calci. So che la prossima volta sarà un coltello, non ha senso per me restare qui". Deniz Naki, novembre 2014

Così aveva parlato Naki dopo l'aggressione, prima di rescindere il contratto con il Gençlerbirliği. Nel 2015 è tornato a giocare con l'Ademspor (12 presenze e 1 gol con un'esultanza che non è piaciuta), oggi si ritrova ache fare con un nuovo stop forzato. 

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