Calcio

Totti, Spalletti e la Roma: lacrime per uno strappo. Chi ha sbagliato?

Il Capitano escluso, la società sta con l'allenatore e i tifosi si spaccano. Una rottura che si poteva e si doveva evitare

Soccer: Serie A; Roma-Palermo

Giovanni Capuano

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E' difficile mettere in fila torti e ragioni nel tormentone che ha spaccato in due il cuore di Roma. Impossibile capire chi abbia sbagliato tra Totti, con il suo orgoglio di campione ferito, e Spalletti che deve guidare un gruppo raccolto agonizzante a bordo strada e rilanciarlo. La gente della Roma ha deciso e i cori con cui ha salutato l'ingresso del Capitano nella tribuna dell'Olimpico sono stati il modo più fragoroso di esprimere il proprio verdetto.

Se accettando di seguire la squadra come un tifoso qualsiasi Totti voleva fare un referendum pro o contro la propria persona, il risultato è stato centrato in pieno. Se in società qualcuno poteva pensare di marginalizzarlo in vista della prossima stagione, magari rimangiandosi la promessa di prolungargli ancora di un anno la stagione, dovrà rifare i conti perché malgrado il fisico non lo regga quasi più è evidente che oggi più che mai l'identificazione tra Totti e la Roma rimane totale.

 

Quello che passerà alla storia come lo strappo di Trigoria, però, non resterà senza conseguenze. Di sicuro Totti ha covato così a lungo l'esplosione poi affidata al Tg1 da avere in testa un disegno ben preciso e la convinzione che dietro i silenzi (e le scelte) di Spalletti ci fosse qualcosa di più: la volontà del club di chiudere una storia lunga 23 anni nel modo meno decoroso possibile. E' altrettanto certo che il tecnico ha fatto il suo lavoro e i risultati dicono che sta riuscendo bene nell'impresa di rimettere in linea di galleggiamento la Roma.

Avrebbe potuto parlare con Francesco? Chiarirsi? Dargli più spazio? La risposta è no. Il suo pensiero lo aveva esposto in mille occasioni e la sua missione è superiore. Dunque non ha sbagliato, ma questo richiama alle responsabilità di chi sta a capo della società. Lontano. Troppo per capire cosa stava bollendo nella pentola di Trigoria, oppure vicino ma impegnato in altro. Insomma, nessuno negli ultimi due mesi ha avuto la sensibilità e la forza di far sedere a un tavolo i due litiganti perché si chiarissero.

Una colpa gravissima, mortale, perché comunque venga ricomposta ora la frattura resterà una macchia sulla carriera straordinaria di un uomo che alla Roma ha dato tanto e non solo in campo. I tifosi sono le uniche vere vittime di un gioco in cui (quasi) tutti gli altri hanno sbagliato giocando con i sentimenti di un popolo. Chi per interesse, chi per negligenza.

Ora serve chiarezza e coraggio per trovare una via d'uscita e restituire a Totti il suo viale del tramonto con gli onori che merita: Perché quello rimane: Spalletti e gli altri sanno di non potergli più restituire la giovinezza e un ruolo da protagonista. Luciano, però, non può essere lasciato solo nella parte di chi certifica la fine di una carriera e di una storia d'amore straordinarie.

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