Soccer: Serie A; Roma-Sampdoria
Calcio

Eterno Totti, il salva-Roma. E se a fine anno non si ritirasse?

Il capitano entra e cambia la partita contro la Sampdoria. Esattamente come nel finale della scorsa stagione quando tutti lo volevano in pensione

Semplicemente immenso. Così grande da poter cambiare una partita in 45 minuti a quasi quarant'anni, giocando da fermo perché quando la classe è così cristallina può anche non servire correre in maniera forsennata per lasciare il segno. Francesco Totti ha scritto un'altra pagine dell'ultimo capitolo della sua carriera, quel libro che sembra non finire mai e che, forse, non è nemmeno giusto che abbia già la data di scadenza a maggio.

Contro la Sampdoria che era andata al (lungo) riposo sul 2-1, con pieno merito, il Capitano è entrato dopo che il nubifragio aveva restituito il prato dell'Olimpico in condizioni accettabili e ha rivoltato la sfida. Salah, Muriel e Quagliarella erano state le firme del primo tempo. Totti ha ispirato il 2-2 di Dzeko e poi realizzato in proprio il rigore del 3-2 che ha rimesso la Roma in scia alla Juventus alla pari del Napoli.

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La fredda cronaca del pomeriggio romano non è sufficiente, però, a raccontare la magia che si è ripetuta. Era già accaduto nel finale della scorsa stagione, quando Francesco lottava per la Roma e per sé, costretto a garantirsi da solo la sopravvivenza nel calcio che conta. Tutti - Pallotta e Spalletti in testa - ne avevano deciso la rottamazione, destino cui ribellarsi in un solo modo.

Ora lo scenario è solo parzialmente diverso. Nessuno lo tratta più da sopportato in casa propria, Spalletti ha capito quanto possa essergli utile sia sul piano tecnico che in quello temperamentale, però ufficialmente siamo nell'ultimo anno di contratto. Un giro di saluti e poi via. Davvero è giusto che l'epilogo sia scontato? Già scritto?

Sotto la pioggia di un pomeriggio di inizio settembre Totti ha lasciato intendere che no, il finale della storia non è ancora stato pensato fino in fondo. Ha davanti otto mesi per convincere tutti di poter essere ancora un calciatore così come lo è stato per un quarto di secolo. Magari non con la stessa continuità, perché il tempo passa per tutti e quindi anche per lui, ma non pensando a se stesso come all'uomo dell'ultimo minuto. Il rigore spacca-Sampdoria gli è valso anche un primato, dopo quello delle 25 stagioni consecutive in serie A (per di più con la stessa maglia) condiviso con Paolo Maldini. E' l'unico ad aver segnato in 23 diversi campionati. E non è detto che sia la fine.

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