I 5 top e i 5 flop della 4a giornata di serie A

Pepe Reina eroe di Napoli, Giuseppe Rossi è già capocannoniere. Tra i bocciati Agazzi e Petkovic che perde il derby

Pepe Reina (Getty Images)

Matteo Politanò

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I TOP 5 DELLA QUARTA GIORNATA

Pepe Reina (Napoli)

Che sia l'anno giusto per il Napoli? Anche contro il Milan la squadra di Benitez ha dimostrato di aver centrato ogni colpo sul mercato. Dopo il solito Higuain l'esempio perfetto è quello di Pepe Reina, ex portiere del Liverpool che ha salvato la porta campana con interventi strepitosi e si è fregiato del titolo di primo a parare un rigore a Mario Balotelli. La partenza di De Sanctis è stata colmata con un acquisto di caratura ed esperienza internazionale, investimento sicuro che Rafa conosce bene.

Diego Milito (Inter)

Il Principe è tornato. Nel momento d'oro dell'Inter la nuova buona notizia porta il numero 22 dell'argentino che entra nella ripresa e segna una doppietta grazie anche all'assistenza di Alvarez e all'impotenza della difesa del Sassuolo. Mazzarri esulta e sorride, i nerazzurri hanno una nuova freccia nell'arco e sanno di poter essere la sorpresa del campionato.

Rudi Garcia (Roma)

Roma prima a punteggio pieno e vittoria nel derby dopo tante delusioni recenti. Il nuovo corso del club giallorosso convince e diverte grazie al nuovo impianto di gioco dell'ex tecnico del Lille che ha rilanciato Pjanic e De Rossi. Ljajic duetta già alla perfezione con Totti e se Gervinho diventasse più incisivo negli ultimi metri la Roma potrebbe candidarsi come prima vera outsider del campionato.

Giuseppe Rossi (Fiorentina) 

Gomez si è infortunato ma la Fiorentina di Montella continua a volare grazie al genio di Pepito. L'ex punta del Villareal è il capocannoniere della serie A con 4 reti in 4 partite, un bottino che fa sorridere tutto l'entourage viola, preoccupato dal ritorno in campo dopo uno stop così lungo. Gol di pregevole fattura per un attaccante che dovrà accollarsi il peso di tutto il reparto avanzato viola. Compito che Pepito ha accolto con entusiasmo e voglia di stupire ancora.

Fernando Llorente (Juventus)

Dopo tante polemiche Antonio Conte manda in campo dal primo minuto la punta spagnola che lo ripaga con il gol vittoria al Verona. "Non è solo bello" hanno detto alcuni, fatto sta che la prima rete in serie A di Llorente rilancia l'ex Athletic Bilbao nelle gerarchie di Antonio Conte. E la cessione a gennaio adesso sembra più lontana...

I FLOP 5 DELLA QUARTA GIORNATA

Eusebio Di Francesco (Sassuolo)

Il Sassuolo perde la faccia in una domenica da dimenticare per il club. Contro l'Inter deve raccogliere il pallone in porta per sette volte ma quel che è più grave è l'approccio alla gara degli uomini di Di Francesco. Disastrosi in difesa, lenti in ogni zona del campo, incapaci di produrre pericoli in avanti. Dopo la storica promozione in serie A sono arrivate quattro sconfitte su quattro e i neroverdi stagnano sul fondo della classifica. Urgono soluzioni, la panchina dell'ex tecnico del Lecce trema già.

Vladimir Petkovic (Lazio)

La Lazio crolla nel derby e i biancocelesti confermano la netta involuzione rispetto alla scorsa stagione. Le certezze dell'anno passato sembrano essere svanite e un calciomercato estivo opaco non ha fatto altro che evidenziare i limiti della squadra. Klose inizia ad accusare le primavere, la mancanza di Mauri a centrocampo si sente non poco e il tecnico serbo sembra aver perso ascendente anche sui tifosi. Il 2-0 nella partita più importante è l'ennesimo campanello d'allarme per una squadra che dovrà affrontare anche l'Europa League dall'alto di una rosa che non sembra all'altezza di farsi valere in tre competizioni.

Michael Agazzi (Cagliari)

A Trieste ha giocato quattro anni ma la sua vecchia città non gli ha portato fortuna. Contro la Sampdoria regala l'1-1 a Gabbiadini con una papera imperdonabile e il pallone che passa sotto le gambe mentre nel recupero non riesce a fermare il tiro di De Silvestri per il 2-2 finale. "Sono consapevole di aver fatto un errore grave che ha compromesso tutta la prestazione della squadra. Spero di rifarmi fin dalla prossima partita". Come si suol dire: shit happens.

Gonzalo Bergessio (Catania)

Emblema della sterilità offensiva di un Catania che sembra solo l'ombra di quello visto nello scorso campionato. Anche contro il Parma gli etnei offrono una prova abulica di occasioni faticando a creare e non mettendo quasi mai in difficoltà i ducali. L'involuzione di gioco della squadra di Maran preoccupa non poco e la panchina non sembra offrire le alternative necessarie per dare una scossa.

Stefano Pioli (Bologna)

Il Bologna perde un importante scontro diretto in casa con il Torino. Eccezion fatta per il solito Diamanti l'impressione è che i felsinei siano una squadra lenta e prevedibile, sia in difesa (Natali e Antonsson) che in attacco (Bianchi e Moscardelli). Peso e centimentri che soffrono di fronte ad avanti veloci come Alessio Cerci. Se la luce di Diamanti dovesse spegnersi per l'ex tecnico di Chievo e Palermo potrebbero essere guai seri.

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