I 5 top e i 5 flop della 7a giornata di serie A

Su tutti svettano Francesco Totti, la sorpresa del Verona Iturbe e il ritrovato Giovinco. Disastroso Mexes e nuovo crollo del Bologna - Video: tutti i gol della 7^giornata

Matteo Politanò

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I TOP 5 DELLA 7^ GIORNATA

Francesco Totti (Roma) - L'Imperatore non delude mai e anche nella settima vittoria della Roma è protagonista di una prestazione stellare. Come già successo in passato la Scala del calcio lo esalta: segna due gol con due fucilate che sottolineano lo strapotere della nuova corazzata di Rudi Garcia. A 37 anni è ancora in grado di far la differenza e scalare la classifica dei più grandi cannonieri di tutti i tempi. Unico e inarrivabile.

Juan Iturbe (Verona) - Gli scaligeri sembrano aver centrato il colpo di mercato assicurandosi un talento classe 1993 che sta stupendo tutti. L'ex del River è protagonista di una partita perfetta contro il Bologna: segna un nuovo splendido gol con un diagonale destro e fa impazzire la retroguardia felsinea con la sua velocità. Serve l'assist a Toni prima di uscire nell'ovazione dei tifosi gialloblu. Ne sentiremo parlare ancora. 

Sebastian Giovinco (Juventus) - Dopo un periodo duro ai margini della rosa torna protagonista come meglio non avrebbe potuto. Dribbla con facilità come non accadeva da tempo e il suo gioco tra le linee porta al gol che risolve il match. Per l'ex punta del Parma si può parlare di nuovo punto di partenza dopo uno dei periodi più difficili della carriera. Antonio Conte sa di poter contare su di lui e il pubblico si è ricreduto dopo tanta diffidenza. 

Alessandro Florenzi (Roma) - Nella Roma dei miracoli una delle sorprese è Alessandro Florenzi. Duttile e veloce, capace di sacrificarsi in diverse zone del campo e di alimentare i contropiedi che chiede Rudi Garcia. Dopo un anno in prestito al Crotone nel 2012 è tornato nella capitale con la voglia di restarci. Potrebbe essere la stagione della consacrazione, un anno che si può concludere con il biglietto per Brasile 2014. 

Antonio Cassano (Parma) - Il pibe de Bari è ancora vivo e sforna assist da sogno come sempre. Contro il Sassuolo regala la vittoria ai compagni di squadra con giocate che ne mostrano il livello tecnico sopra la media. Il filo conduttore della sua carriera non cambia: una testa calda che avrebbe potuto fare di più ma che può cambiare le partite da solo in una manciata di minuti. 

I FLOP 5 DELLA 7^ GIORNATA

Philippe Mexes (Milan) - Il francese è l'emblema della disorganizzazione difensiva del Milan in questa stagione. Contro la Juventus è troppo nervoso e spesso fuori posizione. Le sue incertezze influiscono su tutta la retroguardia e i rossoneri devono fare i conti con un nuovo stop in campionato. Sarà una stagione lunga e difficile e se il centrale francese non riuscirà a migliorare il suo rendimento per la squadra di Allegri sarà ancora più dura. 

Mikael Antonsson (Bologna) - Il centrale svedese della squadra di Pioli è l'emblema della fatica nel gioco felsineo. Lento e macchinoso si fa spesso infilare dagli avanti del Verona che in lui vedono un bersaglio facile da puntare. Il tracollo casalingo contro gli scaligeri è un campanello d'allarme che mette in discussione la permanenza di Pioli in panchina e getta forti ombre sulla stagione rossoblu. 

Francesco Acerbi (Sassuolo) - Nonostante la superiorità numerica i modenesi affondano a Parma anche per colpa delle distrazioni del centrale ex Milan. E' lui a regalare la palla a Cassano, è lui ad essere troppo impacciato negli interventi complice anche il poco feeling con i compagni di reparto. 

Alvaro Pereira (Inter) -La cura miracolosa che ha rigenerato Alvarez e Jonathan non sembra aver avuto esito nei confronti dell'esterno ex Porto. Contro la Roma non fa un cross giusto e provoca il rigore su Gervinho che Totti trasforma. Mazzarri lo boccia e nel secondo tempo rimane negli spogliatoi. Neanche il nuovo look lo ha aiutato. Epic fail. 

Paulinho (Livorno) - La giornata no per eccellenza. Una partita da dimenticare mentre il suo Livorno affonda sotto i colpi del Napoli. Non ne azzecca una e vanifica quanto di buono fatto vedere nelle prime giornate. Una battuta d'arresto che ci può stare ma che va subito dimenticata per ripartire. La salvezza della squadra di Spinelli passa soprattutto per le sue giocate. 

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