Tony Pignata: dopo Del Piero porterò a Sydney anche Totti

L’Ad del Sydney racconta in un’intervista esclusiva a Panorama.it tutti retroscena che hanno portato Pinturicchio in Australia. E rivela il suo nuovo sogno nel cassetto

Tony Pignata

L'amministratore delegato del club australiano Sydney FC, Tony Pignata, con Alessandro Del Piero – Credits: Alessandro Falzone/ La Presse

Laterza Stella

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È colui che ha portato Del Piero in Australia. Basterebbe già questo per fare di Tony Pignata una persona fuori dal comune. Ma c’è di più. Il 47enne italo-australiano amministratore delegato del Sydney FC è anche un autentico innamorato del pallone, una di quelle figure vulcaniche e visionarie del quale il nostro campionato, sempre più travagliato e povero (soprattutto di idee), avrebbe proprio bisogno. Lo abbiamo intervistato per capirne un po’ di più del nuovo Del Piero, ma anche del Sydney e del calcio australiano.

Ci racconta la sua vita in trenta secondi?
Sono figlio di genitori italiani, mi sono laureato in finanza, ho lavorato in banca per 18 anni, poi la passione per il calcio mi ha spinto a cambiare mestiere: ho iniziato a Melbourne in Federazione, poi ho fatto l’Ad per il Wellington e da quattro mesi sono qui al Sydney.

Insomma la passione per il calcio ha avuto il sopravvento…
In Australia si gioca a football ma io ho sempre avuto il calcio nel sangue, sono cresciuto con il mito di Paolo Rossi e Roberto Baggio, ricordo molto bene quando l’Italia ha vinto il campionato del mondo nell'82, qui fu una grande festa per tutti gli italo-australiani. Ora ho finalmente l’opportunità di fare di una passione una professione.

Significa che in Australia è possibile guadagnare con il calcio?
No, se vuoi fare i soldi è meglio stare alla larga dal calcio. È solo una questione di passione.

Parliamo di Del Piero. Quando ha pensato per la prima volta di portarlo in Australia?
Quasi un anno fa. Pensavo che se la A-League doveva avere un giocatore simbolo, una superstar, un fenomeno del pallone, quello doveva essere del Piero. Allora però era ancora un tesserato della Juve.

Poi la Juve non gli ha rinnovato il contratto…
Sì, quando sono arrivato a Sydney ho parlato con un amico che fa l’agente per la Fifa e gli ho chiesto se c'era qualche possibilità di portarlo qui da noi. Lui ha scritto a Stefano, il fratello di del Piero, poi abbiamo fatto una videoconferenza il 29 agosto, il 3 settembre ero a Torino per definire l’accordo.

Eppure Del Piero era ambito da molte altre squadre, si è parlato del Sion, del Celtic Glasgow. Come lo ha convinto?
Sì, e alla fine è arrivato anche il Liverpool. Ho detto a Del Piero quello che penso: che il Sidney non può competere per prestigio con certe grandi squadre europee, ma che qui in Australia lui non sarà uno dei tanti, qui può davvero lasciare il segno per sempre, e in poche settimane l'ha già fatto capire. E poi bisogna dire che l’Australia è un bel posto in cui vivere.

Che impressione le ha fatto conoscerlo di persona?
Pazzesca. Ha una grandissima passione per il calcio, è simpatico, ma mi ha stupito soprattutto per la sua grande umiltà. È un grande acquisto non solo per il club ma per tutta la lega australiana.

Un valore anche in termini di marketing?
Senza dubbio, Alessandro è il miglior giocatore dell’A-League, il migliore di sempre. Abbiamo avuto altri grandi campioni, penso a Dwight Yorke, a Juninho, a Benito Carbone ma nessuno può raggiungere il suo livello. È un ambasciatore del calcio mondiale in Australia.

Lei è un grande appassionato di calcio e di calcio italiano. Ma nel resto d’Australia cosa si sapeva di Del Piero in Australia prima che arrivasse al Sidney?
È molto conosciuto anche in Australia, sia per quello che ha fatto nella Juventus sia per il mondiale del 2006. E poi non dimentichiamoci che qui ci sono quasi un milione di italiani prima e seconda generazione. Quando i media hanno cominciato a dare la notizia del nostro interessamento la reazione è stata incredibile, non solo non solo a Sydney ma in tutta l'Australia.

Conoscendolo non avrà preso bene la prima sconfitta in campionato contro il Wellington
Ha detto che non abbiamo giocato come possiamo, bisogna dire però che non è facile venire e vincere a Wellington, c’è freddo, vento, pioggia. Ad ogni modo speriamo di rifarci presto.

Onestamente, quali sono le reali ambizioni del Sydney?
Giochiamo per vincere. Abbiamo grandi ambizioni. Lo stesso Del Piero lo ha sottolineato: la sua carriera non finisce qui, vuole ancora vincere.

Magari arrivando un giorno a giocarsi il mondiale per club contro la Juve…
Magari, prima però dobbiamo vincere la nostra Champions League, una competizione piuttosto difficile dove bisogna affrontare le migliori squadre di Paesi come Giappone e Corea.

A parte Del Piero, quale altro giocatore le piacerebbe portare al Sydney?
Totti. L’ho visto giocare molte volte, è un giocatore straordinario, ora però sta facendo un grande campionato nella Roma. In futuro però chi lo sa…

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