Calcio

Da Wiese a Griffiths, quando i calciatori diventano wrestler

L'ex portiere del Werder Brema è in trattativa con la WWE per diventare lottatore professionista

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Matteo Politanò

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Chi si ricorda di Tim Wiese? Portiere tedesco classe 1981 che nel 2006 fece sognare i tifosi della Juventus con una papera che regalò la qualificazione ai bianconeri in Champions League. Dopo aver accettato un quadriennale all'Hoffenheim due anni fa, l'estremo difensore ha deciso di chiudere la carriera con due anni d'anticipo sulla scadenza. Colpa anche della sua nuova passione, il bodybuilding, che lo coinvolge a tempo pieno (come dimostrato dalle foto recenti). La sua enorme mole, 1 metro e 93 per 100 chili, ha raccolto l'attenzione della WWE, la lega professionistica di Wrestling americano, che gli ha proposto una nuova carriera nel mondo della lotta. Un percorso simile a quello Stuart Tomlinson, portiere inglese classe 1985 che nel 2013 ha detto si ad un'offerta simile della WWE dopo aver giocato con il Port Vale, il Barrow e il Burton Albion.

Tra i precedenti anche quello del gallese Barri Griffiths, mediano nel Porthmadog prima di esser costretto ad attaccare le scarpe al chiodo per infortunio iniziando così il percorso che lo avrebbe portato sui palchi WWE con il nome di Mason Ryan. Il sogno di un palco dove sfidare i grandi del wrestling aveva sfiorato anche Joaquin Larrivey, attaccante argentino ex Cagliari che lo scorso anno aveva ipotizzato la possiblità di appendere le scarpe al chiodo per iniziare la carriera di lottatore. Niente di vero, l'argentino è tornato a giocare in Messico prima e in Spagna poi. C'è un precedente anche tra le lottatrici femminili con Shannon Spruil, lottatrice americana che da giovanissima ha giocato a calcio a Wesbaden, in Germania dell'Ovest, dove il padre lavorava nella metà degli anni '70. 

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