I primi 100 giorni di Thohir: progetti e delusioni

Ha spiegato la sua idea di business, ma i tifosi aspettano i colpi di mercato. Lega Calcio, stadio, rapporto con Moratti e il sogno Arsenal: bilancio di 3 mesi di IndoInter

Massimo Moratti ed Erick Thohir – Credits: Getty Images Sport

Giovanni Capuano

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Se esiste un momento in cui la luna di miele tra Erick Thohir e il mondo Inter si è conclusa, quel momento è certamente il giorno in cui il magnate indonesiano è stato costretto a spiegare alla tv di casa cosa intendeva per "anno di transizione". Nessun obiettivo immediato, investimenti oculati o nulli, zero fantasie di mercato e l'attenzione massima al risanamento dei conti. Parole apprezzate da chi ha in mano il bilancio del club, destinato ad altre due stagioni di profondo rosso. Meno dalla platea di milioni di interisti che si chiedono perché Moratti abbia ceduto a uno straniero senza che il prescelto fosse un Abramovich qualsiasi.

Delusione? No, per quella è presto e molti hanno capito che il passo indietro della famiglia Moratti era obbligato per questioni economiche. Però c'è un po' di disorientamento e il bilancio dei primi 100 giorni da quel 15 ottobre in cui l'ex presidente annunciò che tutto era stato definito, è in chiaro scuro. Thohir è stato presente a Milano, ma nel momento più difficile per la squadra di Mazzarri era a Giakarta. Distanza fisica che certamente non ha giovato ai risultati declinanti di un gruppo che fino a quel momento aveva corso anche sopra le proprie possibilità e che da allora si è fermato: 4 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte con in più il k.o. in Coppa Italia.

Il magnate indonesiano ha usato i primi tre mesi per mettere in ordine il cda societario, avviare i primi progetti di marketing e congelare il progetto del nuovo stadio all'insegna del "avremo una nuova casa ma questo non è il momento". Ha capito che il rapporto con gli arbitri non è stato e non sarà mai semplice per l'Inter (e si è mosso con prudenza nelle prime uscite pubbliche sul tema), ha fatto un giro in Lega, lanciando l'idea delle gare anticipate il sabato alle 15 per favorire i mercati tv orientali e poi si è dedicato alla spending review nerazzurra.

A giugno l'addio dei senatori, quasi certo, gli regalerà un bonus da 35-40 milioni di euro di risparmi sul monte stipendi. Sarà arrivato allora il momento di reinvestirli? Il popolo dei tifosi si augura di sì perché il mercato di gennaio è stato sin qui deludente. Per acquistare bisogna prima vendere, senza alcuna preclusione. Era chiaro fin dall'inizio che i 250 milioni spesi per acquistare il 70% dell'Inter sarebbero serviti in gran parte a ripianare i debiti, ma solo ora si capisce cosa significasse in concreto questo. Finale Champions 2016? Lotta scudetto subito? Sogni più che progetti. "Serviranno 2-3 anni" ha detto Thohir. Sarebbe già un miracolo.

Il modello che insegue è quello di Arsenal e Ajax e non è una buona notizia per i tifosi. I Gunners non vincono una Premier dal 2004 e in Europa l'ultimo sigillo risale al 1994. I Lancieri alzarono la coppa dalle grandi orecchie nel '95 per poi sparire a livello continentale. Giovani promettenti, spettacolo e business, ma vittorie poche: sicuri che il progetto Thohir sia quello giusto?

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