Erick Thohir Portrait Session
Calcio

Thohir, il presidente che ama soldi e basket. E per questo (ri)vuole l’Nba

Il numero uno dell'Inter, appassionato di pallacanestro, potrebbe comprare una quota dei Minnesota Timberwolves e tornare nella ricca lega americana

Dall’Inter all’Nba il passo può essere breve. Soprattutto se ti chiami Erick Thohir, sei uno degli uomini d’affari più ricchi dell’Indonesia e ami il basket, alla follia. Ecco perché non devono suonare come strane le voci, riportate da Yahoo Sports, secondo cui il presidente dei nerazzurri sarebbe pronto a rilevare, insieme a una cordata di investitori, il 20% delle quote dei Minnesota Timberwolves, franchigia Nba con sede a Minneapolis del valore stimato (da Forbes) di 625 milioni di dollari. Molto di più dei 425 milioni (387 in Euro) che sono attualmente il valore di mercato dell’Inter, di cui Thohir possiede il 70% delle quote societarie ma che dovrebbe acquistare proprio in questi giorni, secondo una clausola contrattuale riportata dal Corriere della Sera, il restante 29,5% posseduto attualmente dall’ex presidente Moratti.

AZIENDA INTER Evidentemente l’interesse di Thohir per l’Nba non rappresenta la sua volontà di disinvestire nell’Inter – la predetta clausola potrebbe costargli 120 milioni nel caso non dovesse trovare (difficile) investitori disposti ad accollarsi la spesa – ma è altrettanto chiaro come l’indonesiano, molto poco romanticamente, consideri la beneamata al pari delle altre sue aziende tant'è che fin dagli inizi ha gestito l’Inter come una delle tante attività di famiglia, – auto, gas, automobili, media e carbone sono i principali settori sui quali i Thoir hanno costruito il loro impero – pensando prima di tutto al pareggio di bilancio e allo sfruttamento del marchio.

Non a caso Erick, da quando ha preso posto nel suo ufficio in Corso Vittorio Emanuele nel novembre 2013, si è concentrato molto più sugli aspetti amministrativi che su quelli sportivi del suo club, portando a Milano prima il direttore marketing Claire Lewis, in uscita nientemeno che da Apple, e quindi il direttore della comunicazione Robert Faulkner – conosciuto personalmente la scorsa estate, sta rivoluzionando lo stile di comunicazione Inter provando a unire (in maniera ambiziosa e inedita per la società), una professionalità tipicamente anglosassone con la fede e la tradizione nerazzurra –, scelto dopo gli anni di esperienza in UEFA e alla Toyota.

 

CALCIO “Stanno vendendo l’Inter, e costa pure poco” diceva Thohir a un giornalista del principale quotidiano sportivo indonesiano, in un’intervista dell’inviato Ettore Livini, ai tempi in cui si vociferava del possibile acquisto dell’Inter, quando il magnate era già proprietario del D.C. United, la squadra più titolata della Major League di Soccer presa dalle sabbie mobili e riportata ai fasti dei giorni migliori con la costruzione di un nuovo stadio, due quarti posti negli ultimi due campionati e un valore di mercato (il 13esimo in assoluto per la MLS) che oggi si aggira intorno ai 140 milioni di dollari. 

L'AMORE PER IL BASKET Che sia tutta una questione di soldi, quindi? No, o almeno solo in parte. Thohir si è dimostrato da sempre il maggior appassionato di sport tra gli uomini di famiglia. Così mentre il fratello maggiore Garibaldi si concentrava sul settore energetico (in particolare del carbone, di cui l’Indonesia è il quarto produttore mondiale) costruendo un impero da 2,3 miliardi con l’Adaro Energy, il fratello minore Erick si buttava nella pallacanestro prendendo per mano il Satria Muda Britama, la peggior squadra di sempre del campionato indonesiano, e portandola a vincere otto titoli nazionali in 12 anni. L’amore per il basket si sarebbe compiuto definitivamente nel 2011 con l’acquisto di una quota di minoranza dei Philadelphia 76ers, storica franchigia della Eastern Conference che Thohir avrebbe venduto solo un paio di anni più tardi anche per far fronte agli investimenti necessari all'acquisto dell’Inter.

Ora però il presidente nerazzurro sembra aver deciso di tornare in Nba, e il perché è presto spiegato. La sua storia dice che le due cose che il presidente dell’Inter ama di più sono il denaro – dal 2016 ce ne sarà ancora di più nella lega americana con l’entrata in vigore del nuovo accordo sui diritti tv – e il basket. E in Nba ce n’è tanto di entrambi.

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