Calcio

Dopo Conte: ecco perché Tavecchio aspetta ad annunciare Ventura

Dietro la scelta del nuovo ct un gioco di politica sportiva, preferenze e pressioni. Ma l'ex Torino è il candidato fortissimo del presidente

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Giovanni Capuano

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Non solo valutazioni tecniche ed economiche: la scelta del nuovo ct è un intreccio più complesso della semplice indicazione di un selezionatore che ci dovrà portare al Mondiale di Russia del 2018. Una vicenda che si intreccia con la politica sportiva e con la corsa alla poltrona di presidente Figc per il prossimo quadriennio: anche per questo Tavecchio ha dovuto frenare nelle ultime ore e l'annuncio della scelta di Giampiero Ventura tarderà qualche giorno.

Non un cambio di idea e nemmeno il ribaltamento delle gerarchie, cristallizzate da oltre un mese di analisi e approfondimento che il numero uno della Figc ha condotto dopo aver avuto l'ufficialità della separazione da Conte al termine dell'Europeo. La formula è stata quella del casting allargato, partendo dalla definizione del profilo del prossimo ct, delle sue competenze e del riordino generale dell'area tecnica del nostro calcio che coinvolge anche la figura di Marcello Lippi.

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Tavecchio e l'irritazione per la troppa fretta

Non è un caso che Tavecchio abbia ripetuto di non aver cambiato idea e di essere ormai convinto del suo metodo e, di conseguenza, della sua scelta. Ha sottolineato, però, di non avere fretta di fare l'annuncio perché la dead-line è l'inizio dell'Europeo (l'Italia debutta il 13 giugno a Lione contro il Belgio) e non prima. E questi giorni servono per preparare nel migliore dei modi l'approdo del prossimo ct nel mondo della Figc.

Ambienti vicini al presidente rimarcano come le norme federali diano a lui - e solo a lui - la competenza sulla scelta del selezionatore. E fanno notare come sia Tavecchio a poter decidere tempi e modi della transizione, senza che altri lo precedano o lo tirino per la giacchetta. In fondo anche il divorzio da Conte è stato consumato allo stesso modo, con Tav regista dell'operazione in tutti i suoi dettagli.

La pressioni esterne sulla Figc

In questo quadro, totalmente interno alle logiche calcistiche e federali, si inseriscono anche le pressioni esterne. Tavecchio ha avuto un incontro con il sottosegretario Lotti che ha la delega allo sport e dopo quel momento c'è stata la frenata. Secondo alcune voci, i palazzi della politica farebbero il tifo per una soluzione differente e per un profilo più giovane e spendibile dal punto di vista comunicativo.

A Roma, in sintesi, piacerebbe più Montella che Ventura e questo complicherebbe un po' l'autonomia di movimento della Figc. Va ricordato, però, che già in occasione della rielezione di Blatter nel maggio 2015 Tavecchio si era smarcato da chi gli suggeriva di non votare Ali Bin Hussein ma il colonnello svizzero per non danneggiare le chance di Roma 2024.

La scelta del ct e le prossime elezioni Figc

Tavecchio si intesterà completamente la scelta, anche perché sarà uno dei tasselli che porterà sul tavolo della battaglia elettorale per la rielezione a capo del calcio italiano. Proprio questo intreccio, però, rende necessario il più ampio consenso intorno al nome di Ventura. Bisogna superare qualche resistenza interna ed evitare di imporre e basta il prossimo ct scontentando chi nei prossimi mesi si troverà a gestire pacchetti importanti di voti, a partire dalla Lega Pro che pesa per il 17% nelle urne. Ben più della serie A e di tante altre componenti.

Quanto a possibili ritorni di fiamma di altri candidati, nulla si può escludere fino al momento della firma. Però Ventura ha già parlato con Lippi e, soprattutto, la Figc ha chiesto e ottenuto da Cairo e dal Torino il via libera. Tanto che i granata stanno già lavorando con Mihajlovic, a sua volta liberato dal 30 giugno dal Milan, e attendono solo di poterlo ufficializzare. E' impensabile che via Allegri restituisca a Cairo il tecnico costringendolo a pagare due stipendi o a scaricare Sinisa.

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