Tavecchio presidente della Figc? No, grazie

Al calcio italiano non serve un dirigente che fa battute sugli extracomunitari "mangia-banane". E non solo

Carlo Tavecchio esce dalla sede romana della FIGC al termine del Consiglio Federale – Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Giovanni Capuano

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In un paese normale, un dirigente con la lingua in libera uscita e che facesse battute sugli extracomunitari mangia-banane (guarda il video ), sarebbe accompagnato alla porta senza troppi ringraziamenti. 

In un paese normale le sue scuse tardive ("Parlavo di curriculum e sono sempre stato impegnato nel sociale in Africa") sarebbero state giusto l'epitaffio sulla carriera sportiva dello stesso dirigente. E i giornali non avrebbero derubricato il tutto a "gaffe" facendo carta straccia di anni di battaglie contro il razzismo e il becerume da stadio. 

In un paese normale, ad esempio gli Stati Uniti, un dirigente con le idee un po' confuse su cosa si può e cosa non si può dire a proposito di stranieri e gente di colore e' stato costretto dall'oggi al domani a vendere una franchigia Nba. Non lo  ogliamo più con noi. Grazie e a mai rivederci. 

In Italia, che è un paese normale solo per finta, a chi fa una battuta sui mangia-banane, che altrove segnerebbe la fine di una carriera, capita, invece, che in premio venga recapitata la presidenza della più importante federazione sportiva. 

Si può fermare questo sconcio? Si può dire con forza che Carlo Tavecchio non può rappresentare il calcio italiano anche (e non solo) per l'inaccettabile uscita sui calciatori extracomunitari? Il prossimo presidente Figc dovrà tenere, ad esempio, dritta la barra nella lotta al razzismo strisciante negli stadi. Che facciamo? Diamo un Daspo anche a lui o è riservato solo agli ultras della curva? Chiudiamo la presidenza per una settimana? O d'ora in poi gli ululati saranno classificati come semplici "gaffe" da curva? 

In un paese normale ci sarebbe un Coni che prenderebbe in mano la situazione ed eviterebbe questa brutta figura. Ma noi siamo in Italia e l'11 agosto Carlo Tavecchio sarà presidente della Federcalcio con l'appoggio - diretto o inconsapevole  - di tutti quelli che accettano la situazione senza ribellarsi. 

Si dirà: e' la democrazia, decide la maggioranza. Non è vero.

Le leggi sbagliate sono emendabili in ogni momento. Quindi chi alzerà la mano per eleggere Tavecchio se ne prenda la responsabilità in prima persona e poi taccia per sempre. 

Se fossimo un paese normale si farebbe così, ma siamo in Italia e alla fine anche l'elezione di Tavecchio non avrà padri certi.

PS: In un paese normale, a un dirigente che dice di aver visto l'allenatore campione d'Italia in carica "solo in tv" e  quell'altro delle Marche (Mancini ndr) solo allo stadio perché tifoso dell'Inter" o che confessa di "non aver mai parlato con quello del Friuli (Guidolin ndr)", verrebbe fatto notare che il suo curriculum e' inadeguato al ruolo che aspira a ricoprire. Siccome siamo in Italia, però, Tavecchio può dire questo senza che nessuno gli rinfacci nulla. In fondo ha ragione lui quando afferma di essersi trovato "a gestire questo bordello". La fotografia del calcio italiano. Oggi.

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