Calcio

Tavecchio sul filo: ecco i voti del Consiglio Figc (nemici e alleati)

La conta alla vigilia della resa dei conti dove il numero uno potrebbe presentarsi dimissionario. Lo strappo di alcuni alleati e l'ipotesi di nuove elezioni

tavecchio

Giovanni Capuano

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L'onda lunga della mancata qualificazione al Mondiale non si è ancora arrestata e rischia seriamente di travolgere il presidente federale Carlo Tavecchio. Col passare dei giorni la sua posizione si fa sempre più debole e l'impatto della debàcle contro la Svezia talmente forte da minare la sua maggioranza in consiglio Figc sin dalle fondamenta.

L'opinione pubblica chiede un passo indietro, Coni e politica si sono espressi con chiarezza nei giorni successivi al ko di San Siro. Tavecchio fin qui ha rifiutato l'ipotesi delle dimissioni, arroccato sulla posizione del rilancio sia politico (con un piano per il calcio italiano) che tecnico, con la scelta di Ancelotti come successore dell'esonerato Ventura.

Tavecchio si è detto indisponibile al passo indietro, forte soprattutto di una maggioranza all'apparenza inattaccabile dentro il Consiglio federale. Ora che il momento della verità si avvicina, però, le posizioni stanno cambiando. La svolta è possibile e che Tav resista al fallimento mondiale è meno scontato di quanto appaia.

Nemici e alleati dentro il Consiglio Figc

Il colpo decisivo potrebbe averlo assestato Cosimo Gravina, presidente della Lega Pro e oppositore di Tavecchio. In prima battuta non ne aveva chiesto le dimissioni e, anzi, era parso possibilista sull'idea di un appoggio esterno al nuovo programma per dare l'immagine di unità nel momento del disastro.

Il suo dietrofront annunciano alla Gazzetta dello Sport ("Il Consiglio federale deve dimettersi, l'ho comunicato al presidente, lo chiedono le nostre società") può aver innescato il temuto (da Tavecchio) effetto domino sulla posizione del numero uno. 

La fotografia è presto fatta. Il Consiglio è composto di 21 persone: 10 sulla carta sono con Tavecchio (6 rappresentanti della Lega Nazionale Dilettanti, 2 dell'Assoallenatori e Nicchi presidente degli arbitri), 7 sono per le dimissioni (4 dell'Assocalciatori di Tommasi e 3 della Lega Pro di Gravina) e poi ci sono gli altri. La Lega Serie A (3 voti) al momento non ha rappresentanti perchè commissariata e in mano allo stesso Tavecchio mentre il commissario della Lega B Mauro Balata non ha diritto di voto.

Una maggioranza che perde i pezzi col passare. Lo strappo di Gravina, il cui appoggio avrebbe garantito quella larga intesa necessaria dal punto di vista politico, ha ridotto al minimo i margini e convinto anche altri a rivedere la propria posizione. Il fronte della Lega Nazionale Dilettanti non è granitico: il presidente del Calcio a 5 Montemurro è pronto a ripensarci e anche altri stanno riflettendo.

Scenario che potrebbe convincere Tavecchio a consegnarsi direttamente senza andare alla conta dei voti. Per far cosa? Lo scenario che si apre contiene varie opzioni.

Cosa succede in caso di dimissioni di Tavecchio

Una Figc senza presidente andrebbe rapidamente a nuove elezioni. Ci sono 90 giorni di tempo per arrivare a un nuovo vertice, ma a gestire il periodo della campagna elettorale potrebbe essere lo stesso Tavecchio da dimissionario. Anche per evitare un vuoto di potere pericoloso in questa fase.

Impossibile capire chi potrebbe scendere in campo. L'erede designato è Cosimo Sibilia - numero uno dei dilettanti - che però è stato il sostenitore principale di Tavecchio e non rappresenterebbe una discontinuità totale rispetto al recente passato. Poi toccherà ai calciatori cercare un nome (Albertini?) da opporre. Ma è ancora presto per ragionare sulla corsa elettorale.

Tavecchio e l'intervista alle Iene

Accerchiato e sempre più solo, Tavecchio ha scelto le Iene per confessarsi in lacrime a meno di una settimana dalla notte di San Siro e dopo essersi imposto il silenzio. Un autogol (non concordato con i suoi uomini comunicazione) perché lo sfogo è parso un modo per scaricare tutte le responsabilità su Ventura, accusato di aver sbagliato formazione e approccio tecnico alla doppia sfida con gli svedesi.

"Non dormo da quattro notti" ha detto Tavecchio che, però, si è prestato al giochino dell'intervistatore facendo capire che vorrebbe richiamare Conte sulla panchina della nazionale e che non ha al momento un'alternativa pronta. Nemmeno Ancelotti sulla cui posizione (ha rifiutato? La Figc smentisce) si è aperto un vero e proprio giallo.

In un momento delicato come questo anche la scelta della platea per le prime parole può essere determinante. Tavecchio è apparso come un uomo in evidente stato di stress, consapevole di essere davanti alla partita più difficile della sua vita. Il suo piano per restare in sella perde i pezzi, ma non è ancora del tutto morto. Cosa accadrà nelle ventiquattro orepiù lunghe della storia della Figc?

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