Calcio

Tavecchio: "Dobbiamo scacciare i mercanti dal tempio"

Il presidente della Figc, il procuratore federale Palazzi e il presidente della Lega di Serie B Abodi hanno incontrato i giornalisti dopo il caso Catania

tavecchio

Matteo Politanò

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Si è svolta oggi a Roma la conferenza stampa convocata dal presidente della Figc Carlo Tavecchio in merito al caso Catania e all'inchiesta che ha portato all'arresto del presidente Antonino Pulvirenti (tutta la vicenda qui). Con lui anche il procuratore federale Stefano Palazzi e il numero 1 della lega di Serie B Andrea Abodi con l'obiettivo di fare il punto sulle indagini e di chiarire le condizioni per eventuali slittamenti della nuova stagione cadetta.

"Dobbiamo scacciare tutti i mercanti dal tempio. E' la cosa più importante. Senza equivoci e problemi", ha tuonato Tavecchio. Palazzi ha invece parlato delle indagini in corso precisando che "abbiamo già acquisito anche gli atti relativi a Savona-Teramo e con la procura di Catanzaro abbiamo già concordato le audizioni. Procederemo nel tempo più spedito possibile, cercheremo di fare una lotta contro il tempo". C'è infatti il timore che il nuovo terremoto del calcio non permetta di stilare in tempo i calendari per la stagione 2015/2016 di serie B e Lega Pro. 

"La notizia è che oggi la procura di Catania ci trasmetterà gli atti finora espletati. Oggi un nostro delegato li acquisirà grazie alla disponibilità dei procuratori Salvi e Sorrentino con cui mi sono personalmente sentito", ha detto sempre Tavecchio. Riassumendo, da oggi in parallelo all'inchiesta inizierà subito l'indagine sportiva relativa al caso del club etneo per stabilire nel minor tempo possibile eventuali retrocessioni e ripescaggi.

Tra le tante voci di queste ore anche quella sulle possibili dimissioni di Antonio Conte nel caso di un rinvio a giudizio per l'inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Cremona: "Ho parlato questa mattina con Conte, non ci sono novità in quel senso. Resta al suo posto rispettando il contratto. In questo paese abbiamo le garanzie per tutti e ci sono per Conte. Il rinvio giudizio non è una condanna", ha chiarito Tavecchio.

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