Tata Martino, un "italiano" alla guida del Barcellona

Il nuovo allenatore dei catalani è originario di Potenza, da giocatore è stato una bandiera del Newell's Old Boys 

Gerardo 'Tata' Martino (Getty Images)

Matteo Politanò

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Inizia una nuova era per il Barcellona. Dopo l'addio forzato di Tito Villanova, a causa di un aggravarsi delle sue condizioni di salute, la squadra è stata affidata all'allenatore argentino Gerardo 'Tata' Martino, nato a Rosario come il numero dieci dei blaugrana Lionel Messi. Proprio il padre dell'attaccante avrebbe avuto una mediazione fondamentale nella trattativa che permette a Martino di firmare un triennale così come ai suoi due principali collaboratori: il vice Elvio Paolorroso e il preparatore atletico Jorge Pautasso. Solamente pochi giorni prima il tecnico aveva ricevuto la telefonata di complimenti di Messi per la vittoria del Newell's Old Boys nel campionato di clausura, ennesima perla di una storia infinita tra El Tata e il club di Rosario. Martino è infatti cresciuto come giocatore nel Newell's indossandone la maglia dal 1980 al 1990 e collezionando 346 presenze prima di passare al Tenerife nel 1991. 15 presenze e 1 gol e poi nuovamente al Newell's con 107 partite e 7 reti. Nel 1994/1995 è del Lanus, poi nuovamente il ritorno al Newell's e la fine della carriera al Barcellona SC e al O'Higgins. 

Tre anni dopo aver appeso le scarpe al chiodo inizia la carriera da allenatore nel Brown di Arrecife che all'epoca militava in Nacional B. Già in questa prima avventura il suo primo assistente è Jorge Pautasso, ex compagno nel Newell's. Nel 1999 arriva al Platense e tra il 2000 e il 2001 all'Instituto Cordoba. La consacrazione come tecnico arriva nel 2002 con la prima esperienza all'estero, in Paraguay nel Libertad. Conquista i tornei di Apertura e Clausura nel 2002 e nuovamente quello di apertura nel 2003. Lo chiama il Cerro Porteno, altra squadra del Paraguay, e Martino conquista nuovamente Apertura e Clausura nel 2004. La voglia di tornare a casa è però tanta e alla fine del 2004 El Tata dà le dimissioni per accasarsi al Colon. In Argentina non ha però la stessa fortuna e nel 2005 prova a riscattare un periodo nero ripartendo dalla squadra dei primi suoi successi, il Libertad. Detto, fatto: vince i tornei di Apertura e Clausura nel 2006 e raggiunge la finale di Coppa Libertadores. In Paraguay lo reputano un vero maestro, al punto da affidargli il ruolo di commissario tecnico della nazionale a fine 2006. 

L'esperienza da ct inizia nel marzo 2007 e già a settembre 2009 l'accesso ai Mondiali di calcio 2010 era in tasca. A maggio 2011 gli viene prolungato il contratto con la federazione paraguaiana fino al 2013 ma appena due mesi dopo si dimette dopo la sconfitta in finale di coppa America contro l'Uruguay. Il 26 dicembre dello stesso anno può finalmente tornare a casa nella sua rosario, con la maglia del Newell's Old Boys, la panchina che aveva sempre sognato. Arriva in sostituzione a Diego Cagna tra l'entusiasmo dei tifosi che non lo avevano mai dimenticato e che non lo dimenticheranno anche per la vittoria nel Torneo Final 2013 dopo aver evitato la retrocessione un anno prima. Un trionfo che ha fatto sicuramente esaltare anche la famiglia Messi al gran completo, emozione trasformatasi in mediazione per convincere i vertici del Barcellona ad investire su di lui.

La nuova era del Barça inizia dunque sotto la guida di uno dei tecnici più stimati del Sudamerica, un allenatore che avrà il duro compito di ricostruire il Barcellona dopo l'era Guardiola e la difficile e sfortunata gestione Villanova. Tata Martino non sarà con la squadra in occasione dell'amichevole con il Bayern Monaco e raggiungerà Barcellona per la presentazione ufficiale al Camp Nou. Nel frattempo Tito Vilanova è atteso alla clinica Vall d'Hebron per il terzo intervento alla gola. Il tumore alla ghiandola parotide, lo stesso che nel 2011 lo costrinse al ricovero per la prima volta, non è ancora stato sconfitto.

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