La Francia vola sulle ali di Benzema (e non solo)

Svizzera travolta, difesa ancora imbattuta e qualificazione in tasca: ecco come Deschamps ha ricostruito un gruppo uscito a pezzi dal Sudafrica - Lo speciale Brasile 2014

10°) Karim Benzema ha segnato 46 reti in 77 partite di Champions League con una media di 0,60 gol a partita. – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Lo show contro Honduras non era stato un caso. La Franca giovane e forte (di testa e fisico) costruita da Deschamps prenota un posto da protagonista nel Mondiale. Grande facilità d'attacco, pur mancando Ribery, tanta qualità a centrocampo e difesa che fin qui ha subito reti solo a partita abbondantemente finita. Marcello Lippi alla vigilia del viaggio in Brasile l'aveva indicata come possibile finalista e sicura sorpresa; buona sia la prima che la seconda anche se - tabellone alla mano - i 'Galletti' vanno incontro a un quarto di finale che varrà come una laurea con master contro la Germania di Low. Una speciale di finale anticipata. Intanto, però, è sufficiente registrare la seconda bella prestazione contro la Svizzera, su un livello decisamente più alto rispetto ai volonterosi honduregni e con i primi 45 minuti giocati toccando punte di concretezza e spettacolarità pari solo all'Olanda che ha travolto la Spagna.

La Svizzera, che era stata la prima squadra a strappare il pass per il Mondiale e che è costruita sull'organizzazione e la difesa teutonica di Hitzfeld, è stata letteralmente distrutta dai tagli del tridente francese. Giroud-Benzema-Valbuena giocano in questo momento un calcio rapido ed essenziale, capace di spostare la palla in fretta dalla fase difensiva a quella offensiva di colpire le difese quando sono scoperte. L'esempio perfetto è la rete del 3-0 al minuto numero 40, nata da un corner per gli elvetici e sviluppata in 4 tocchi sull'asse Benzema-Varane-Giroud-Valbuena. Un contropiede vertiginoso che ha fatto percorrere alla palla oltre 90 metri in 11 secondi senza che gli svizzeri potessero in nessun momento chiudere le linee di passaggio o anche avvicinare uno degli avversari lanciati come lupi affamati verso la porta di Benaglio. Uno spettacolo vero di organizzazione che lancia un messaggio chiaro sulle potenzialità della squadra di Deschamps.

 

Quella approdata in Brasile, che negli ottavi di finale incrocerà quasi certamente la Bosnia, è una squadra che ha un leader silenzioso come Benzema e altri colonnelli a contorno. Non è la Francia di Pogba, anche se il talento juventino è atteso e ha i fari di tutti puntati addosso. Forse anche per questo Deschamps lo ha tenuto a lungo fuori contro la Svizzera, mettendolo dentro a metà ripresa in tempo per servire a Benzema l'assist per il 4-0 che ha sigillato, insieme ai 5-0 di Sissoko (passaggio indovinate di chi? Benzema ovviamente), quanto già fatto nel primo tempo con i gol di Giroud (testa su angolo al 17'), Matuidi (diagonale su assist di Benzema al 18') e Valbuena (40') con in mezzo il rigore sbagliato dallo stesso Benzema e l'incredibile errore di Cabaye a porta vuota: palla sulla traversa. Nel finale Dzemaili ha pescato su punizione il jolly del 5-1 e Xhaka al volo ha messo dentro il 5-2. Se non è finita con un punteggio da record, però, grande merito va al portiere Benaglio che ha respinto tutto quello che poteva.

ECUADOR-HONDURAS 2-1

Vittoria di rimonta per l'Ecuador, che tiene aperta la sua corsa mondiale con la prospettiva di un'ultima sfida con la Francia da dentro o fuori. Gara equilibrata, iniziata meglio dagli ecuadoregni fino alla rete di Costly, che approfitta di una disattenzione della difesa gialla per scaraventare la palla in rete con un potente sinistro. Gol storico per l'Honduras, che non segnava in un Mondiale addirittura dal 1982. La gioia dura, però, poco perché tre minuti più tardi (34') Paredes mette in area un traversone che Enner Valencia trasforma nel pareggio con un piattone di misura. Nella ripresa la partita è spezzettata e segnata dagli errori del direttore di gara, che nega un rigore netto all'Ecuador per un'entrata di Figueroa su Caceido. Valencia mette a segno la sua doppietta al 64' sugli sviluppi di un calcio di punizione, regalando la vittoria ai suoi e salendo a quota 3 in classifica marcatori. Nel finale altra chiamata da dubbia di Williams che perdona una trattenuta su Costly. Finisce 2-1 e l'Honduras torna a casa.

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