Calcio

Suso, Higuain e gli altri: l'estate degli esuberi difficili da vendere

Un esercito di giocatori inutili per gli allenatori ma cederli è impresa quasi impossibile. Ingaggi alti, bilanci in sofferenza e club in difficoltà

suso milan

Giovanni Capuano

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C'è chi si è divertito a mettere in fila un'intera squadra di esuberi solo di Juventus e Inter, partendo dal portiere Perin per arrivare fino a una coppia d'attacco extra lusso formata dagli argentini Icardi e Higuain. Undici giocatori dal valore complessivo superiore ai 250 milioni di euro con in mezzo nomi di primo livello (Cancelo e Perisic) e altri in uscita anche solo per raggiunti limiti d'età.

E' uno dei grandi temi dell'estate del calciomercato. C'è un esercito di calciatori che i club hanno messo in vendita ma che non trovano collocazione e che rischiano di restare dove sono o, nella migliore delle ipotesi, di essere lasciati liberi a prezzo di saldo quando la chiusura della sessione starà incombendo.

Nessuna sorpresa. E' il prodotto dei loro ingaggi, che pochissime società si possono permettere in Europa, del mercato che si restringe a un giro ristretto di club e del potere sempre crescente di allenatori che possono decidere linea tecnica e destino dei giocatori con un semplice movimento della mano. Ai dirigenti non rimane poi che provare a limitare i danni.

juventus scudetto

Il primo goal del Pipita Higuain in bianconero contro la Fiorentina il 20 agosto 2016 – Credits: ANSA/ANDREA DI MARCO

I casi di Juventus e Inter

C'è chi come la Juventus ha in vendita nomi per 300 milioni di euro. Chi per ragioni tecniche come Mandzukic e Matuidi, in difficoltà con il nuovo calcio di Maurizio Sarri, chi per dare una sistemata agli equilibri di bilancio come Cancelo e Dybala e chi semplicemente perché la squadra bianconera è maestra nel rigenerarsi ogni anno per moltiplicare le energie psicologiche.

A metà mercato, però, la realtà è che Paratici e Nedved sono riusciti a piazzare in uscita il solo Spinazzola, inserito nello scambio da plusvalenza incrociata con la Roma che ha portato a Torino Pellegrini. Altre cessioni arriveranno, ma lo scenario è liquido e la storia da copertina è certamente quella di Higuain che vorrebbe restare ma ha un costo di gestione eccessivo (33 milioni tra ammortamento e stipendio) e, quindi, dovrà partire.

Nell'Inter ci sono Icardi e Nainggolan messi all'indice dopo l'inverno dei veleni anche a costo di svalutarli. L'ex capitano blocca il mercato in ingresso e con la sua posizione ferma di separato in casa rischia di far saltare l'affare Lukaku. Conte, però, ha aggiunto il carico da novanta aggiungendo il nome di Perisic tra quelli non funzionali per non parlare di Politano, appena riscattato dal Sassuolo e già in cerca di ruolo e maglia. Anche altrove.

Milan e Roma con il cartello vendesi

I problemi non sono solo sull'asse Milano-Torino. Attenzione anche al cartello 'vendesi' appeso sui muri di Casa Milan dove qualche uscita servirebbe anche per dare un segnale concreto all'Uefa in attesa di tornare a parlare della vicenda Fair Play Finanziario.

I nomi? C'è Gigio Donnarumma col suo stipendio da 6 milioni netti e un contratto che scade nel 2021 e quindi pericolosamente presto. Oppure Kessié e Suso, entrambi poco utili a Giampaolo che gioca senza esterni e con un centrocampo di piedi buoni. E magari Cutrone, che può garantire una plusvalenza secca, per non dire di Andre Silva la cui vicenda col Monaco tiene i dirigenti rossoneri con il fiato sospeso.

La Roma ha venduto (Manolas, El Shaarawy, Luca Pellegrini, Marcano e Gerson) ma viene dalla scorsa estate che fu quella della rivoluzione di Monchi e avrebbe bisogno di cedere ancora per poter far spazio alla controrivolzione firmata Petrachi e Fonseca. 

La Lazio ha Milinkovic Savic che non è un esubero, ma che anche per Lotito è arrivato nel momento dell'addio. Il problema? Difficile ottenere quanto si sarebbe potuto prendere un anno fa (120 milioni) e allora anche piazzare il serbo diventa una partita a scacchi dall'esito incerto.

Ultima avvertenza: in qualche modo i club faranno. Entro il 2 settembre molti di questi casi saranno risolti anche perché i regolamenti non consentono deroghe, sia nella compilazione delle liste per il campionato che nel programmare la stagione europea. Prepariamoci a un agosto caldo che anticiperà l'autunno torrido della ripresa delle ostilità.

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