Calcio

Sturaro e il caso plusvalenze: così la Serie A aiuta i bilanci

Dal 2016 il valore dei guadagni di mercato è raddoppiato. E nel 2018 sfondato il muro dei 700 milioni di euro...

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Giovanni Capuano

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La cessione di Stefano Sturaro dalla Juventus al Genoa per 16,5 milioni di euro pur non avendo il centrocampista giocato nemmeno un minuto nella stagione in corso, perché infortunato, ha rinfocolato le polemiche sull'utilizzo della leva delle plusvalenze da parte del club bianconero e non solo per sistemare il bilancio.

Come è possibile che il Genoa abbia scelto di spendere la cifra record della sua storia sul calciomercato per un calciatore reduce da lungo infortunio? Un tema spinoso e ricorrente, tirato fuori ad ogni occasioni dai tifosi delle altre squadre ignorando che il sistema delle plusvalenze è ampiamente utilizzato dal calcio italiano e che negli ultimi due anni ha aiutato molti a chiudere i bilanci in pareggio e con perdite contenute.

Non solo la Juventus, insomma, anche se i campioni d'Italia sono una delle società che vi fa maggiormente ricorso e l'attività in uscita di luglio, agosto e del mese di gennaio è stata certamente propedeutica a un sostegno finanziario all'operazione Ronaldo della scorsa estate. Questione di strategia, rapporti, alleanze e affari che spesso sono da leggere con un'ottica molto più ampia rispetto al semplice passaggio con valutazione annessa di un giocatore da una squadra all'altra.

Quanto incassa la Juventus con le plusvalenze

L'affare Sturaro, ad esempio, genera una plusvalenza per la Juventus di 12,9 milioni di euro e non è l'unico di questo inverno. La Sampdoria si è impegnata a riscattare il giovane portiere Audero per 20 (praticamente tutti plusvalenza) e nel solo mese di luglio e agosto 2018 a questa voce Paratici ha segnato 35,6 milioni con operazioni minori su giocatori spesso mai davvero pare della rosa di Allegri come Caldara o Mandragora.

Nella passata stagione Marotta ha chiuso il bilancio con 93,9 milioni di plusvalenze. Tanto, ma non quanto il risultato del 2016-2017 gonfiato dalla cessione di Pogba al Manchester United che ha permesso di toccare la cifra record di 139,4 milioni.

L'operazione col Genoa non si concluderà con il solo Sturaro. A Torino arriverà tra qualche mese il difensore Romero (valutazione intorno ai 30 milioni di euro) oltre al giovane Zanimacchia mentre Favilli verrà riscattato da Prezioni nel 2020 (12 milioni) e in futuro si vedrà.

Quanto incassa la Serie A con le plusvalenze

Il Chievo è stato penalizzato di 3 punti, che rischiano di essere decisivi in negativo nella corsa salvezza, per alcuni operazioni con il Cesena giudicate scorrette da parte della Giustizia sportiva. Ma in generale il fenomeno delle plusvalenze ha vissuto un vero boom a partire dal 2015. Qualche dato per confermare la tendenza: si è partiti da 331 milioni complessivi per i club di Serie A e si è arrivati a 693 nel 2017 con un incremento del 109%

A usarle sono soprattutto le big. Un'analisi della Figc ha mostrato come nel 2017 le prime tre della classifica ne abbiano iscritte a bilancio una media di 113 milioni contro i circa 15-20 delle altre fasce del campionato. Del resto la parabola della Roma (360 milioni tra il 2012 e il 2018 nell'era Pallotta) o le strategie del Napoli di De Laurentiis (104 milioni nel 2017) confermano la predisposizione delle grandi a pensare al mercato come a una fonte di autofinanziamento importante.

Il dato definitivo del 2017-2018 ancora non è stato elaborato, ma Panorama è in grado di anticipare che non si andrà lontani dal boom della stagione precedente. Anzi.

Analizzando i bilanci depositati emerge che le 14 società più importanti della Serie A hanno generato plusvalenze per oltre 700 milioni di euro: dalla Juventus (93,9) all'Atalanta (46,7) passando per Inter (49,7), Roma (65,6), Milan (35,9) Lazio (60,8), Napoli (30,1), Fiorentina (88,7), Torino (71,2), Sampdoria (38,1), Genoa (30,4), Sassuolo (17), Udinese (37) e Bologna (circa 25).

Aggiungendo i dati dei club minori che partecipavano alla Serie A della scorsa stagione, il record del 2017 sarà battuto. Dunque la tendenza continua ad essere in crescita, con buona pace di chi storce il naso. Quella che era una prerogativa delle società più piccole, finanziate dal mercato, oggi è strategia per tutti. Anche per le big. 

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