Strama rischia: le ragioni della crisi

Troppi moduli, difesa aperta e mercato sbagliato. Moratti deluso e dopo il derby...

La delusione degli interisti dopo il k.o. di Firenze – Credits: Getty Images Sport

Giovanni Capuano

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Il derby sarà davvero l'ultima spiaggia di Stramaccioni? Probabile, anche se Moratti, sotto choc come tutto l'ambiente Inter per la brutta figura di Firenze, cerca di trasmettere l'idea di massima compattezza intorno al tecnico e al suo progetto. Lo fa perché consapevole delle difficoltà oggettive in cui Strama si sta dibattendo e anche perché ora, a mercato chiuso, è quasi impossibile mettere una pezza alle difficoltà strutturali della squadra.

Però la sconfitta contro la Fiorentina, prima di tutto per il modo in cui è maturata, e il precipitare della situazione in classifica hanno fatto suonare l'allarme ad Appiano Gentile e costretto tutti a una profonda riflessione su cause e interventi. Un'analisi spietata che Moratti si augura sufficiente ad invertire la tendenza a 13 giornate dalla fine del campionato.

1 - C'E' QUALCHE SEGNALE POSITIVO NEL MOMENTO DELL'INTER?

No, non c'è e non è un caso che nemmeno Stramaccioni abbia più avuto la forza di ricordare che in fondo la classifica vede i nerazzurri ancora in corsa-Champions. Il crollo è verticale: dal 3 novembre (giorno di Juventus-Inter) sono arrivati 16 punti in 14 partite. Le altre? Milan 30, Napoli 28, Juventus 27, Lazio 25, Fiorentina 21. Persino la Roma ne fatti di più: 20. E Zeman è stato cacciato.

2 - PERCHE' L'INTER NON HA GIOCO?

Troppi cambi di modulo sono un sintomo di scarsa personalità. In molte occasioni Stramaccioni ha adeguato la squadra all'avversario. Il balletto tra difesa e tre e difesa a quattro è stucchevole. Tridente o no? Più volte il tecnico ha parlato di "identità" chiara, ma la verità è che manca un filo conduttore che attraversi le scelte di tutta la stagione.

3 - PERO' INFORTUNI E AUSTERITY SONO UN ALIBI...

Vero e infatti Stramaccioni è ancora al suo posto malgrado un 2013 (e finale di 2012) disastroso. Moratti è consapevole che ci sono responsabilità anche superiori. Non aver dotato la rosa di un vice-Milito ad agosto è stato errore. Essersi ripetuti a gennaio quando l'argentino già aveva mostrato i primi segni di logoramento è stato un suicidio. Non c'è solo sfortuna dietro all'attuale emergenza nelle scelte offensive.

4 - IMPOSSIBILE CONCILIARE CAMPIONATO ED EUROPA LEAGUE?

Quella di Firenze è stata la quarta sconfitta arrivata dopo l'impegno europeo. Era già capitato contro Siena, Atalanta e Parma. Il bilancio post-Europa League è di 3 vittorie e 4 k.o.. Ma che giocare il giovedì e poi la domenica fosse pesantissimo non è una novità. Anche questo è stato sottovalutato. Stramaccioni paga un po' di inesperienza nella gestione degli obiettivi, ma da parte della società è mancata un'indicazione chiara come può esserlo quella data da De Laurentiis a Mazzarri. Sgradevole forse, ma non interpretabile.

5 -  LA VERITA' E' CHE L'INTER E' UNA COPERTA CORTA. O ATTACCO O DIFESA...

Purtroppo per Stramaccioni non è più vero nemmeno questo. A inizio stagione la squadra creava gioco e occasioni, segnava molto e subiva anche. Poi ha rinunciato (per infortuni) al tridente pesante e si è blindata: dal 23 settembre al 3 novembre 7 vittorie consecutive, 16 gol fatti e 5 subite. Quindi la difesa torna di burro. Complessivamente Handanovic è stato battuto in 15 delle ultime 17 partite e ben 9 volte dall'inizio del campionato l'Inter è partita con l'handicap di almeno 2 reti.

6 - STRAMA RISCHIA L'ESONERO SUBITO?

Ufficialmente no, però l'esperienza di un anno fa - quando Ranieri fu cacciato dopo il k.o. di Torino sull'onda anche emozionale - non deve lasciar tranquillo il tecnico. Il calendario propone 7 gare in 24 giorni prima della sosta per le nazionali. Impegni durissimi: derby e trasferte contro Catania e Samp in campionato, ritorno in Romania e possibile doppia sfida contro Tottenham o Lione in Europa League. Teoricamente l'unico spazio libero per cambiare allenatore è nella settimana post-derby. Altrimenti se ne riparla a metà marzo.

7 - LA SQUADRA STA COL TECNICO?

Sì e il dato va preso in considerazione. Il nocciolo storico dello spogliatoio è dalla parte di Stramaccioni anche perché lui si affida molto a loro che non a caso hanno minutaggi altissimi. Però la difficoltà i spiegare il tracollo comincia a essere un problema. Non si può sempre parlare di errori arbitrali, stanchezza per l'impegno europeo, incapacità di approcciare bene la partita o infortuni. Il credito si sta esaurendo anche lì.

8 - LA CHAMPIONS LEAGUE E' ANCORA UN OBIETTIVO CREDIBILE?

Sulla carta la classifica dice che il terzo posto non è impossibile. La lettura della situazione, invece, non c'è paragone tra la freschezza del Milan, la solidità della Lazio e gli alti e bassi dell'Inter. Una piccola speranza la regala il calendario: gli scontri diretti (Milan, Juventus e Lazio) saranno in casa tranne il Napoli. Attenzione, però, perché fin qui i problemi più grossi ci sono stati contro le medio piccole.

9 - CHI HA SCELTO GLI OBIETTIVI DEL MERCATO?

Domanda-chiave. A parte Kovacic, che è un investimento importante su un potenziale top player, lasciano perplessi gli arrivi di Rocchi (fuori condizione), Schelotto (fin qui deludente) e Kuzmanovic. Nulla sembra aver cambiato la situazione dell'Inter. La difesa resta scoperta, il centrocampo lento e l'attacco senza alternative. Se Stramaccioni ha scelto di fare questo mercato ha sbagliato. Se lo ha subito dalla società l'errore è doppio.

10 - CI FOSSERO SNEIJDER E MILITO...

E Samuel... No, il discorso non regge. E' chiaro che senza Milito la scalata assomiglia ad un Everest. Qualche numero: nelle 8 gare in assenza del Principe solo una vittoria contro il Pescara. Piuttosto è stata un errore l'accondiscendenza con cui si è privato di Sneijder a novembre e dicembre, nel momento decisivo della stagione. Capello, Mancini e Mourinho avrebbero accettato l'esclusione del miglior giocatore della rosa?

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