Calcio

Strage in Egitto, il calcio si sporca (ancora) di sangue

Al Cairo scontri prima del derby tra Zamalek ed Enppi, almeno 25 morti. Nel 2012 a Port Said furono 74

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Matteo Politanò

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A tre anni dalla terribile strage di Port Said l'Egitto si ritrova a fare i conti con una nuova scia di sangue in occasione di una partita di calcio. Al Cairo il derby tra lo Zemelek e l'Enppi è stato preceduto da durissimi scontri tra le due tifoserie e le forze dell'ordine: il bilancio è da brivido, almeno 25 morti e 20 feriti in un conteggio destinato a crescere. Le autorità egiziane hanno aperto un'inchiesta e sospeso il campionato di calcio nazionale come era successo nel 2012. «Volevano entrare senza biglietto e siamo dovuti intervenire», ha affermato il ministero dell’Interno. Dalle 18 italiane sono iniziate a circolare le immagini della carneficina: 

 
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Le cause degli scontri
L'inferno si è scatenato di fronte allo stadio Air Defense quando i tifosi dello Zemelek (circa 10 mila) hanno provato ad entrare a fronte di soli 5 mila biglietti disponibili. La polizia ha cercato di allontanare i supporter con un fitto lancio di lacrimogeni e una delle frange più calde del tifo Zemelek, i White Knights sarebbero arrivati al contatto con i poliziotti. Un portavoce della tifoseria ha poi diffuso la notizia della morte di cinque persone: il clima è diventato incandescente. In un'ora i morti confermati sono diventati oltre venti e la tensione è salita ulteriormente con gli scontri che si sono spostati in strada tra auto incediate, sassi contro la polizia e una rabbia crescente fomentata dalle immagini che circolavano in tempo reale sui social network.

Campionato sospeso, paura ultras 
In Egitto i gruppi organizzati delle tifoserie hanno forti connotazioni politiche e sono stati protagonisti anche durante le rivolte della primavera araba che portarono alla caduta del regime di Mubarak nel 2011. Gli scontri del Cairo hanno portato all'immediata sospensione di tutti i campionati di calcio nazionali, esattamente come era successo tre anni fa dopo la strage del 2011 quando 74 tifosi morirono allo stadio di Port Said, nel nord del Paese, in scontri tra gli ultrà della squadra ospite di el Ahly e quella locale di al Masry. A fine match si scatenò l’inferno con un'invasione di campo da parte dei sostenitori del Masry che diedero la caccia ai giocatori avversari. 

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