Il nuovo stadio del Bolton (griffato Macron)

Siamo stati all'inaugurazione del nuovo stadio della formazione inglese, rispetto ai nostri un altro pianeta

Il nuovo stadio del Bolton, targato Macron

Nicolò Schira

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Fosse un film sarebbe "Il paradiso all'improvviso". Sbarcare nella piovosa Bolton, a circa 15 km da Manchester, e ritrovarsi in un luogo ideale per il calcio. Da non crederci, ripensando ai fatiscenti e decadenti stadi nostrani. Un impianto meraviglioso e che in Italia non ha eguali. Un gioiellino da 28mila posti per un club ambizioso e desideroso di tornare in Premier League, da dove è retrocesso nel 2012.

Il Bolton rappresenta un club storico del calcio britannico, tanto da aver avuto nelle sue fila campioni del calibro di Youri Djorkaeff, El Hadji Diouf, Fernando Hierro, Jay Jay Okocha, Nicolas Anelka e Ivan Campo. A griffare l'arena dei Wanderers sarà, però,  per la prima volta nella storia del calcio internazionale un'azienda italiana. Alla locale Reebok è subentrata, infatti, la Macron. La ditta di Crespellano ha siglato un accordo quadriennale, rinnovabile per le successive quattro stagioni. Non solo una partnership da comune sponsor tecnico, ma un ruolo cardine all'interno della formazione ultra-centenaria inglese. Il marchio campeggia già in ogni angolo dello stadio, all'interno del quale è previsto uno SKY-box dedicato proprio all'azienda bolognese dove sarà possibile acquistare prodotti delle squadre della linea Macron. In Inghilterra fra Premier e Championship vestono italiano Aston Villa, Crystal Palace, Leeds, Millwall oltre al Bolton. In Italia Napoli, Bologna e Lazio; mentre per il resto d'Europa vi sono compagini del calibro di Betis Siviglia, Maiorca, Sporting Lisbona, Vitesse, Az Alkmaar, Ajaccio e Sporting Braga. Un brand giovane, italiano ed in ascesa: caratteristiche che si sposano e coniugano alla perfezione con lo stile del calcio inglese, sempre più all'avanguardia a livello globale.

Uno stadio moderno e polifunzionale, comprendente un hotel di lusso composto da 125 camere e addirittura un college per studenti liceali dai 16 ai 19 anni. Un locus amenus che durante i giorni feriali ospita meeting aziendali, concerti e un centro commerciale. Una vera e propria cittadella in grado di catalizzare attenzioni e introiti 365 giorni l'anno. Nulla a che vedere con l'obsoleto modus operandi italico. In tal senso l'emblema degli anni luce che separano il mondo inglese da quello della nostra declinante Serie A è stato incarnato dalla presentazione delle nuove maglie ufficiali da gara del Bolton.

Alle nostre latitudini siamo abituati ad uno stucchevole vernissage della durata di un quarto d'ora nel quale i giocatori più rappresentativi della squadra si mettono in posa per telecamere e fotografi. Oltremanica abbiamo assistito ad un vero e proprio show. Ballerini di free style in maglietta e calzoncini boltoniani si sono alternati sul palcoscenico della Premier Suite, situata all'interno dello stadio e contenente fino a 2500 invitati, alle melodie irradiate da quattro procaci violoncelliste. Uno spettacolo elaborato e accattivante, che ha allietato la serata degli oltre 650 presenti. Un reale successo l'evento organizzato dal presidente della società biancoblù, Gartside in coabitazione con la Macron. Per i calciofili più irriducibili la possibilità di passare la notte della vigilia di un Match nel Bolton WhiteHotel, dove abbiamo alloggiato. Dalla nostra stanza, la 336, aprendo la finestra ci si affacciava direttamente sul rettangolo verde del Macron Stadium. A un passo dai propri beniamini. Distanti anni luce dal calcio di casa nostra.

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