Calcio

Via libera allo Stadio Milan: il progetto può diventare realtà

Fondazione Fiera ha scelto il piano presentato da Barbara Berlusconi per realizzare l'impianto vicino a Casa Milan

Stadio Milan 4

Giovanni Capuano

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Fondazione Fiera ha scelto: via libera allo Stadio del Milan nella zona del Portello come chiesto da Barbara Berlusconi secondo il dossier presentato al bando dello scorso 31 gennaio e rimasto in gara contro 'Milano Alta' di Vitali. L'ok è arrivato dal Comitato del presidente Benedito Benedini dopo un'ulteriore giornata di incontri con i competitori e di approfondimenti sui progetti e sulla fattibilità economica. Ora al Milan serviranno i permessi del Comune di Milano e se tutto andrà bene il Milan potrà aprire i cantieri all'inizio del 2016 e avere lo stadio pronto per la stagione 2018-2019 come immaginato quando è iniziata la battaglia. Insieme al lavoro istituzionale per ottenere il cambio di destinazione sull'area, ci sarà anche quello per scegliere il partner economico che supporti un investimento da oltre 250 milioni di euro. Berlusconi aveva parlato di una decina di fondi pronti ad affiancarsi al Milan.

 

Il Milan pagherà 4,050 milioni d'affitto all'anno

Ecco il testo del comunicato con cui Fondazione Fiera ha chiarito i termini dell'assegnazione: "A seguito delle delibere assunte ieri, 6 luglio 2015, dal Comitato Esecutivo e dal Consiglio Generale, il Presidente di Fondazione Fiera Milano Benito Benedini, con l’unanime consenso del Comitato Esecutivo, comunica la decisione di assegnare il progetto di riqualificazione del padiglione 1-2 del Portello alla proposta pervenuta da A.C. Milan-Arup Italia: “WE ARE AC MILAN”. Il progetto vincitore risponde appieno agli obiettivi e alle finalità statutarie di Fondazione Fiera Milano; individua, inoltre, funzioni – sport, tempo libero, accoglienza, attività formative, ricerca, salute, servizi – adeguate alle esigenze della Città che si trasforma e alle linee di sviluppo del territorio metropolitano.

Elemento predominante del progetto è lo stadio, spazio innovativo integrato nella trama del tessuto urbano circostante. Si prevedono inoltre funzioni complementari, organizzate intorno a una serie di percorsi pedonali verdi, con servizi alla persona, commercio al dettaglio, ristorazione, una struttura alberghiera in posizione privilegiata, in sinergia con il business principale e il fitness center, tutte funzioni volte a coinvolgere in modo attivo i cittadini. L’investimento previsto da AC Milan è di oltre 300 milioni di euro, e il canone di affitto per Fondazione Fiera Milano è fissato in 4,050 milioni di euro annui, a fronte della concessione di un diritto di superficie di anni 50.

“Sono soddisfatto – dichiara il Presidente Benito Benedini – della decisione finale raggiunta dalla Fondazione Fiera Milano, una istituzione che conserva e valorizza il proprio patrimonio immobiliare con il solo fine di mettere a disposizione della collettività importanti infrastrutture, coerenti con le linee di sviluppo del territorio e di servizio alla cittadinanza. La proposta del Milan, oltre che dotare la Città di una struttura sportiva all’avanguardia, in linea con le più recenti realizzazioni europee, consente di ospitare sia funzioni compatibili con l’attività fieristico-congressuale, sia servizi di interesse generale, che contribuiscono al miglioramento del tessuto urbano.” “La valorizzazione dei padiglioni della Fiera – conclude il Presidente Benedini - è un elemento essenziale per completare la trasformazione dell’area, insediando nuove destinazioni d’uso adeguate alle esigenze di una città che si rinnova.

All’interno della zona 8 la nuova pluralità di funzioni scelta dalla Fondazione per il Portello offre contenuti d’attualità e servizi al quartiere, all’insegna della qualità e della fruibilità pubblica dei suoi spazi”. Secondo il modus operandi da sempre utilizzato da Fondazione Fiera Milano nella realizzazione delle sue opere strutturali, anche l’iter per la riqualificazione del padiglione 1 e 2 del Portello ha registrato tappe scadenzate e precise, che hanno permesso agli organi statutari della Fondazione di analizzare con la massima attenzione, cura e trasparenza le proposte pervenute e i chiarimenti, gli approfondimenti e le implementazioni che si sono resi necessari in questi mesi. Una scelta, quella di oggi, che certamente contribuirà a far crescere il valore degli immobili nella zona, destinata a diventare un vero e proprio polo di attrazione, un nuovo salotto cittadino".

Barbara Berlusconi: "Stadio porterà al Milan dai 50 gli 80 milioni di euro"

"Primo passo storico. Milano come Londra. Oggi, con la decisione di Fondazione Fiera, parte ufficialmente il percorso che, almeno nelle nostre intenzioni, porterà ad avere un nuovo stadio. E' un primo passo poiché si dovrà sottoporre l'intero progetto all'approvazione delle istituzioni. Oggi è, comunque, una giornata storica. La nostra è prima di tutto una sfida culturale. Anzitutto per Milano perchè proponiamo: uno stadio urbano, di favorire lo sviluppo dell'area che ci ospiterà, di renderla più sicura e un simbolo della Città, di cambiare completamente la mentalità di chi si reca allo stadio proponendogli servizi e momenti di intrattenimento non solo per i 90 minuti della partita. Contemporaneamente ci batteremo per disincentivare il trasporto privato e favorire quello pubblico. Milano, dunque, come Londra. Anche a Londra, infatti, gli stadi sono urbani, si raggiungono in metrò e hanno consentito la riqualificazione delle aree in cui sono stati costruiti. Inoltre, per il Milan, è indispensabile per lo sviluppo commerciale del Club. Lo sfruttamento dello stadio porterà dai 50 agli 80 milioni all'anno. Risorse che saranno utilizzate anche per l'acquisto di nuovi giocatori."

L'ultima giornata prima del verdetto

Il Comitato di Fondazione Fiera aveva deciso di rinviare la decisione finale perché non era riuscito a trovare un verdetto condiviso. Progetti equivalenti e, soprattutto, il colpo di scena del rilancio del Milan per cercare di sparigliare le carte. Sul tavolo soprattutto la questione della bonifica dei terreni, necessaria perchè il progetto firmato Arup prevede un'altezza massima di 36 metri per non impattare sul quartiere e, di conseguenza, l'interramento di una quindicina. Il Milan si era impegnato a coprire le spese di bonifica e ad aumentare il canone d'affitto del terreno (destinato a rimanere di proprietà di Fondazione Fiera) da 3,5 a 3,95 milioni di euro per i cinquant'anni della convenzione. Una manovra da oltre 42 milioni complessivi autorizzata direttamente da Silvio Berlusconi, convinto che solo il nuovo stadio possa dare concretezza al progetto di restituire il Milan all'antico splendore.

Anche la concorrente Vitali aveva, però, manifestato la volontà di adeguare la propria offerta salendo da 3,3 a 3,7 milioni di euro annui di canone per i suoli. Progetto di un mini centro commerciale, spazi culturali, un hotel e aree per la pratica dello sport preferito dai residenti del quartiere che da tempo si sono costituiti in un agguerrito comitato per dire no all'idea dello stadio al posto dei padiglioni 1 e 2 della storica Fiera di Milano, area che deve essere riqualificata. L'empasse aveva convinto i membri del Comitato a dare mandato al presidente Benito Benedini di incontrare nuovamente i due concorrenti per chiarire tutti gli aspetti e decidere cosa fare. Sullo sfondo anche la situazione politica milanese, con una Giunta che è in scadenza di mandato ed elezioni programmate per la prossima primavera. La tentazione, insomma, di non consegnare ai prossimi governanti di Milano un progetto già avviato ma da armonizzare con le esigenze della città attivando la variazione di destinazione delle aree necessaria per poter costruire lo stadio Milan.

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