Sos-Juve, 41 tiri per un gol (da annullare)

In due partite contro la Lazio a nudo i limiti della squadra di Conte. Numeri da brivido con le grandi

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Sebastian Giovinco e Mirko Vucinic – Credits: La Presse

Giovanni Capuano

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D'accordo, è colpa di Marchetti che ha fatto il fenomeno sia in campionato che in Coppa Italia. E poi c'era un rigore su Vucinic e un palo così Vidal non lo colpirà più. Tutto vero, però se la Juventus in due partite contro la Lazio ha dovuto tirare 41 volte verso lo specchio della porta avversaria (16 dentro) per partorire un misero gollettino di testa, peraltro da annullare, una spiegazione ci deve essere.

Non è necessario che scatti l'allarme, però la sofferenza a trasformare in rete la manovra che si evidenzia soprattutto contro le grandi non può essere trascurata. In Coppa Italia la formazione bianconera era in emergenza e ha giocato 76 minuti con il solo Matri e l'ultimo quarto d'ora con la coppia Matri-Vucinic. Situazione irripetibile, ma tendenza confermata.

La fotografia numerica dei due match contro Petkovic, che è certamente uno degli allenatori meglio organizzati visti in questa stagione, è impietosa: 16 tiri in porta (6 in campionato e 10 in coppa) e 41 complessivi (21-20). Un solo gol segnato con Peluso e troppe occasioni buttate via dopo il vantaggio che avrebbero chiuso gara e qualificazione.

Era andata così anche contro l'Inter nella gara del 3 novembre: 14 tiri complessivi per un solo gol e nel primo tempo chance si raddoppio buttate via. Contro il Napoli (20 ottobre) lunghissima e sterile sofferenza prima delle due reti di Caceres e Pogba nel finale: 13 tiri totali. A San Siro nella sconfitta con il Milan (25 novembre), seppure viziata dal rigore fasullo di Isla, per i bianconeri 15 tentativi e serata senza gioie.

Solo mettendo insieme queste cinque partite il totale dice 81 tiri complessivi (32 nello specchio della porta) e 4 gol fatti: uno ogni 8. Una media doppia rispetto a quella dell'intera prima metà della stagione dove la Juventus ha trovato la via del gol 42 volte tirandone 172 alla media di un gol ogni 4 tentativi.

Insomma, non può essere solo colpa di Marchetti o della sfortuna. Alla Juventus manca strutturalmente un bomber che faccia la differenza e l'assenza comincia a pesare in particolare contro le squadre più forti e organizzate. Non è un campanello d'allarme, ma vale la pena ricordare che da qui a maggio Conte avrà tutti i big match in trasferta con l'eccezione del Milan e della Fiorentina. Forse uno sforzo per anticipare l'arrivo di Llorente o portare a Torino Drogba non sarebbe sprecato. Come titola Tuttosport 'Se il bomber è Peluso"...

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