Soci russi e Coppa Italia il futuro dell'Inter non passa da qui

Stramaccioni sereno: infortuni e arbitri sono il suo alibi. Moratti pensa a rifondare tutto e la sfida con la Roma non decide nulla

Moratti Inter

Giovanni Capuano

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Se tre mesi fa avessero detto a Stramaccioni che al ritorno della semifinale di Coppa Italia sarebbe arrivato anche peggio di come era messo in quel momento, forse avrebbe preso il tutto come uno scherzo. Invece è così e l'emergenza in casa nerazzurra è tale da essere essa stessa il primo scudo di difesa per il giovane tecnico. In fondo l'ha detto lo stesso Moratti: "Stiamo facendo un campionato drammatico dal punto di vista degli infortuni e non posso fare altro che sostenerlo".

Attenzione, però, a leggere in chiave troppo buonista le parole del presidente. Cosa si gioca Stramaccioni nella semifinale di ritorno contro la Roma a San Siro? Apparentemente nulla. La affronterà con una squadra rimaneggiata, senza attaccanti, con una lista di 13 assenti e soluzioni tattiche talmente limitate da rendere oggettivamente impossibile qualsiasi giudizio.

Quindi sbaglia chi pensa che un'eliminazione possa portare all'esonero sempre che si tratti di una resa dignitosa come lo fu quella in Europa League contro il Tottenham. Anche l'impossibilità di centrare la Champions League sembra essere stata metabolizzata da Moratti e a questo punto converrebbe anche evitarsi l'Europa League presa dai preliminari: allunga la stagione, consuma energie e porta pochissimo in termini di ricavi. Anzi, all'Inter si porrebbe il problema di finire sotto i riflettori del fair play finanziario con il prossimo bilancio ancora in rosso per una cifra consistente.

Però che Moratti stia lavorando alla prossima stagione è evidente. Le sue parole sullo staff medico hanno aperto uno squarcio importante: "C'è tutto da rivedere, ci sono tante cose da rivedere". Non più tardi di un mese fa aveva messo nel mirino anche Branca e la parte dirigenziale che si occupa del mercato. Con le dovute differenze il numero uno della Saras sembra essere in una fase di profonde riflessioni che partono dalla ricerca di un nuovo socio e finiscono alla definzione della rifondazione sportiva del club.

Anche la notizia dell'ingresso in Saras dei soci russi di Rosneft va in qualche modo legata a questo passaggio. I 180 milioni incassati dalla società petrolifera si traducono in circa 90 milioni di liquidità per il presidente dell'Inter. Pensare che siano investiti sul mercato è follia. Meno il ragionamento su un pizzico di serenità in più anche se le nuove regole Uefa impongono ai club la sostenibilità econonomica.

Per queste ragioni la semifinale di Coppa Italia contro la Roma è per l'Inter quasi scarica di pesi insostenibili. Moratti vorrebbe il trofeo per salvare la stagione. A Stramaccioni ha chiesto di inventarsi qualcosa conscio delle difficoltà enormi in cui il tecnico si sta dibattendo. Le valutazioni verranno fatte a prescindere dal risultato delle ultime 6-8 gare della stagione. Il futuro non è adesso.

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