Sindrome-Europa per Inter e Juve. Il Napoli vola...

Quanto pesa il doppio impegno? Per Conte lo spettro del Milan un anno fa. Il turn over premia Mazzarri mentre Stramaccioni...

Hamsik

Giovanni Capuano

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Non è un caso che il primo vero momento decisivo in Champions League abbia avuto immediate ripercussioni sul campionato. Non è un caso perché è sempre accaduto ed è quell'effetto-Europa che spaventa molti tecnici e spinge i club ad allargare le rose senza, però, trovare mai l'antidoto giusto. Quanto pesi l'impegno in coppa lo certifica il calo della Juventus nell'ultimo mese quando nel girone si è trovata ad affrontare gare senza ritorno.

JUVE COME IL MILAN UN ANNO FA - Lo scorso campionato il Milan impegnato nei quarti di finale di Champions contro il Barcellona buttò via il campionato in 14 giorni, dal 24 marzo (Milan-Roma e poi andata a San Siro) e il 7 aprile (post-eliminazione al Camp Nou): 4 punti in 3 partite mentre la Juventus volava e passava da -4 (60 punti contro 56) e +1 (65 Juve 64 Milan).

E' quello che è accaduto - con le evidenti differenze - alla squadra di Conte in questo mese di novembre coinciso con le gare contro Nordsjaelland e Chelsea da vincere a tutti i costi e con la scelta di limitare il turn over: 4 punti in 4 partite, fine della striscia senza sconfitte e classifica in sofferenza. Il Napoli è passato da -6 a -2, la Fiorentina da -10 a -4 e solo l'Inter è rimasta alla stessa distanza: -4.

QUANTO INCIDE LA CHAMPIONS? - In realtà la Juventus sin qui non ha perso troppe terreno causa-Champions. Il conto è semplice. Viaggia a una media di 2,28 punti a partita, 2 esatti nelle giornate senza l'influsso delle coppe che diventano 2,4 negli impegni successivi alle gare europee (4 vittorie e una sconfitta) e 2 in quelli preparatori (3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta). E' evidente, però, che il calo c'è stato nel momento in cui le sfide di Champions si sono fatte senza ritorno e hanno prosciugato energie mentali oltre che fisiche.

Restano alla Champions va molto peggio al Milan. Prima e dopo le infrasettimanali europee ha raccolto. pochissimo: 11 punti in 10 partite (media 1,1). Meno della media generale (1,28 punti a partita) e in crollo verticale rispetto alle giornate libere da doppio impegno: 2,5 punti a partita.

LA RICETTA DEL NAPOLI - Un anno fa la squadra di Mazzarri sacrificò alla Champions League una fetta importante della stagione. Prima di Natale il doppio impegno costò 18 punti (potenziali) in 12 giornate. Quest'anno la situazione è migliorata. Il Napoli viaggia alla media di 2,1 punti (21 sui 30 potenziali), in linea con l'andatura generale. In Europa League è qualificato. E' bastato spingere sull'acceleratore nel momento decisivo per ottenere l'obiettivo minimo.

Quanto pesino però i viaggi lo dimostra il confronto con l'Inter di Stramaccioni. Mentre Mazzarri con il turn over scientifico ha fatto quasi bottino pieno (13 punti su 15) di ritorno dagli impegni del giovedì, i nerazzurri che avevano un girone logisticamente impossibile con trasferte in Azerbaijan e Russia stanno soffrendo moltissimo: 2 vittorie e 3 sconfitte, 1,2 punti di media a gara contro i 2 generali e i 2,25 delle domeniche senza doppio impegno.

COSA SUCCEDE NELLE PROSSIME SETTIMANE - Solo la Juventus non ha ancora certezze sul suo futuro europeo. La gara contro lo Shakhtar Donetsk è decisiva e cade in mezzo alle partite contro il Torino e il Palermo (in trasferta). Possibile che i bianconeri lascino per strada ancora qualcosa. Alle spalle possono programmare meglio turn over e riposi. Segnarsi la data del 9 dicembre: è il giorno di Inter-Napoli, reduci entrambe dall'ultima inutile gara di Europa League. Nemmeno quotato che il viaggio continentale sarà riservato a giovanotti di belle speranze con i titolari a casa a preparare il big match. E' l'Europa bellezza. E pesa (eccome) anche sul campionato.

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