Berlusconi: "Ripartiamo con tanti giovani, entusiasmo e passione"

In occasione del raduno il presidente rossonero è stato intervistato da Milan Channel - La diretta dal raduno  

Silvio Berlusconi (Ansa)

Matteo Politanò

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Il presidente del Milan Silvio Berlusconi si è recato questa mattina a Milanello in occasione del raduno rossonero. Il patron non ha presenziato alla conferenza stampa ma dopo aver pranzato con i giocatori e lo staff ha rilasciato un'intervista esclusiva a Milan Channel. Il presidente ha voluto prima di tutto ringraziare i tifosi rossoneri: "Saremo trepidanti, come al solito, a seguire quei colori affiscinanti che sono il rosso e il nero. Che diciamolo chiaro, ci hano dato tantissime soddisfazioni in 27 anni. Spero che continuino, anzi, ne sono sicuro!". Berlusconi ha parlato anche di Mario Balotelli ed El Sharaawy: "Quando da piccoli si vede una squadra per le prime volte, ci si affeziona, si vede ciò che di meglio si pensa di poter esprimere. C'è un trasferimento di sè stessi in quelli che sono gli eroi di quella squadra nel campo. Nel calcio è difficile cambiare casacca dal punto di vista del tifo. Io sono nato di fianco a mio padre, ho visto il Milan da piccolo. Sarebbe un sacrilegio per me cambiare squadra, peggio che cambiare religione. Mario è cresciuto da milanista ed è rimasto milanista: ci fa piacere".

Su El Sharaawy: "Ci ha colpito l'attaccamento al Milan, che era la sua squadra del cuore. Ha dichiarato che non voleva giocare in nessuna altra squara al mondo. Abbiamo preso atto di questa sua volontà e siamo felici sia rimasto con noi". Dopo la trattativa per l'ingresso di Thohir nell'Inter si torna anche a parlare di nuovi capitali dall'estero: "Ci sono delle necessità che si palesano. Il calcio, per chi vuole essere competitivo, necessità dell'emissione di denaro e non di poco. Adesso c'è una regola nuova che si è imposta in Europa: le squadre non possono profittare di immissioni di denaro, ma devono lavorare e fare i propri bilanci commisurati alle proprie entrate e quindi resta questa possibilità di fare entrare come soci o cedere addiritutta l'intero capitale sociale della società. Non trovo niente di male. Non c'è questa possibilità per il Milan. Per me e per la mia famiglia, milanesi da sempre, il Mian  è un fatto di cuore. Se dovessi arrivare a vendere delle società, l'ultima che venderei sarebbe il Milan". Il mercato rossonero non sembra però finito: "Non escludo che ci possa essere un ulteriore rafforzamento. Siamo convinti che la squadra già così può puntare a vincere il campionato. Ho manifestato a Robinho la nostra soddisfazione se lui dovesse rimanere al Milan. Lui non vuole cambiare squadra, ha un po di nostalgia per la sua città, la sua famiglia, i suoi amici e per il Santos. L'unica direzione possibile è questa. Se dovesse accadere che lui torni al Santos, questa sarebbe l'unica possibilità che ci vedrebbe rinunciare a lui". 

Il coinvolgimento di Berlusconi nel progetto Milan non ne vuole quindi sapere di cessare: "Sono sempre presente, quando posso vengo sempre volentieri. Oggi è il giorno della ripresa, quindi son voluto venire a fare gli auguri a tutti. Mi son tenuto vicino per una mezz'oretta i nuovi. Poli e Saponara mi son piaciuti. Complimeti a Galliani, per il mandato della società di ringiovanire la squadra. Siamo passati da più di 30 anni a 25 anni. L'anno scorsa nella seconda parte del campionato, abbiamo fatto più punti di qualunque altra squadra. E' rimasto l'impianto dello scorso anno, più la gioventù. I giovani portano voglia di affermarsi, entusiamo e passione. Speriamo in un buon campionato, a partire dai preliminari di Champions"

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