Cosmi dice 'sì' al Santos di Pelé

Dopo la sconfitta per 8-0 nel trofeo Gamper il club brasiliano medita di affidare la panchina al tecnico umbro

Serse Cosmi (Ansa)

Matteo Politanò

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Serse Cosmi allenatore in Brasile, nella squadra di O Rei Pelé. Non è la trama di un film in stile "L' allenatore nel pallone" bensì una concreta possibilità estiva che potrebbe portare il tecnico umbro sulla panchina del Santos. Lo stile rabbioso e roccioso di Cosmi (che da calciatore però faceva il fantasista)  si è fatto conoscere fin dai tempi del Perugia di Gaucci, dal 2000 per quattro stagioni fino alla conquista della qualificazione Uefa. Un confronto con il centrale difensivo dei grifoni dell'epoca aveva portato alla scelta di giocare con un 3-5-2: quel giocatore era Marco Materazzi.

Il Santos è reduce dall'umiliante 8-0 subito al Camp Nou che ha provocato forti contestazioni verso il tecnico Claudinei Oliveira, sempre più a rischio. Il vicepresidente del Santos, lo storico club dove Pelé ha scritto la storia, è stato a confronto con la squadra e ha virtualmente confermato il tecnico. La realtà è però ben diversa con una rosa di candidati pronti a subentrare: oltre all'ex calciatore della Samp Silas si punta anche a Serse Cosmi. L'uomo del fiume, come veniva chiamato a Perugia, era stato vicino alla panchina del Santos già nello scorso giugno. Tutti gli indizi per una buona conclusione della trattativa ci sono: Cosmi ha già dato la sua disponibilità e il club brasiliano sa di poter ottenere molta visibilità dalla scelta di un tecnico italiano. 

"Il Santos? In questo momento non so niente, ma ne prendo atto. Se ci fosse questa possibilita, allora non andrei a vedere qualche partita di precampionato" ha dichiarato il tecnico dal suo domicilio di Perugia. "In questo momento sto aspettando come tutti quegli allenatori che non hanno squadra. Mi guardo intorno. Andrò a vedere qualche amichevole estiva, anche se in fondo hanno poca attendibilità". L'ultima esperienza di Cosmi in A è stata quella sulla panchina del Siena nel 2012, conclusasi con l'esonero ma anche con la prima vittoria nella San Siro interista nella storia del club toscano. 

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