Calcio

Tv: la Serie A non vuole essere un prodotto per l'Oriente

I numeri parlano chiaro: pochissime le partite delle big con il "giusto" fuso orario. Mentre Premier e Liga...

AC Milan v FC Internazionale Milano - Serie A

Giovanni Capuano

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La prima volta che Thohir ha fatto trapelare l'idea di piazzare un paio di partite al sabato pomeriggio, in orario buono perché i tifosi orientali non dovessero fare notte davanti alla Tv per seguire la Serie A, era il dicembre 2013. Poi lo ha chiesto ufficialmente ai colleghi in Lega, quindi si sono accodati altri presidenti e proprietari: se i soldi stanno ad Oriente, perché ignorare decine di milioni di potenziali tifosi?

Poi c'è chi si è spinto a pensare di disputare un'intera giornata in giro per il mondo. Proposta rimasta lettera morta (fortunatamente). Qualche passo avanti rispetto ad allora, però, è stato fatto. La Lega ha provato a valorizzare lo slot delle 12,30 della domenica, infilandoci ogni tanto qualche squadra nobile e da questa stagione si è giocato di tanto in tanto il sabato alle 15. Orario in concorrenza con la Premier League, che comanda i palinsesti in tutto il mondo, ma coraggioso per provare a sfidare i più ricchi e ricavarsi una fetta di mercato.

Poca roba comunque. La serie A resta sconsolatamente roba per italiani ed europei. Gli altri si devono adattare: o pranzare davanti alla Tv, se si trovano nelle Americhe, o fare notte alta in Oriente. E spesso per gustarsi uno spettacolo di retroguardia, perché il meglio rimane destinato al telespettatore nostrano.

Serie A, al pomeriggio solo il 30% delle gare delle big

I numeri della stagione non lasciano scampo a interpretazioni diverse. Mettendo insieme le gare giocate in orari pomeridiani da Juventus, Napoli, Roma, Inter e Milan - i brand più forti dal punto di vista economico del nostro campionato - si arriva a 58. Su un totale di 190 potenziali e con un incidenza del 30,5%: significa che sette partite su dieci delle grandi vanno in orario serale. "Prime time" nella stragrande maggioranza dei casi.

La classifica vede in testa Roma e Napoli (14), poi la Juventus (13), il Milan (10) e buona ultima proprio l'Inter di Thohir (9). Nove su 38, ovvero il 23,6%. E nel menu c'è poco a livello di big match: le due sfide tra Roma e Lazio, Roma-Napoli e Napoli-Fiorentina, il derby di Torino del ritorno e Milan-Roma all'ultima giornata che, per definizione, viene giocata in contemporanea e cade quasi sempre di pomeriggio. Il resto sono gare di contorno.

Il paradosso è che la metà di queste partite di alto livello buone per il mercato asiatico sono grazie agli ultras e ai problemi di ordine pubblico che hanno spinto prefetti e questori a vietare le notturne. Quasi fossero più incisivi loro dei ragionamenti di marketing che si fanno in Lega.

Cosa fanno gli altri?

Altrove si stanno muovendo da tempo o, seppure in ritardo, qualcosa fanno. La Premier League è l'esempio di come si possa colonizzare il palinsesto e guadagnarci. I club inglesi incassano oltre tre miliardi di euro a stagione dai diritti tv e una fetta consistente (1,3 miliardi) viene dalla cessione fuori dal Regno Unito. La serie A si ferma ai 186 milioni di euro di media garantiti nel triennio 2015-2018 dall'offerta al rialzo di MP&Silva nell'ultima trattativa.

Gli inglesi, però, concentrano quasi tutto nelle finestre pomeridiane. Qualche esempio? Il Manchester United ha giocato 28 gare su 38 tra le 13,30 e le 17 (orario inglese), il Manchester City 26 e l'Arsenal addirittura 31: l'81,5% del totale della stagione. In pratica di sera si va allo stadio per le coppe europee, il Monday Night e poco altro.

In Spagna le due grandissime stanno cambiando politica. Nelle prime 35 giornate della Liga di quest'anno il Real Madrid è sceso in campo 17 volte alle ore 16 (48,5%) e il Barcellona 14 compresa una gara a mezzogiorno (40%). In calendario nessun Clasico, ma un derby di Madrid e uno di Barcellona, un Barca-Atletico Madrid e un Real-Athletic Bilbao.

Il Bayern Monaco è favorito dalla tradizione tedesca che posiziona la maggior parte delle partite al pomeriggio: 17 su 30 (56,6%) alle 15,30 del sabato. Peggio di noi tra le grandi d'Europa fa solo il Psg che ama vivere le sue sfide di notte e solo una volta ha giocato prima delle 17. Segnatevi la data: ore 14 del 13 marzo scorso per il 9-0 esterno a Troyes che è valso la conquista del titolo.

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