Calcio

Il campionato a passo lento delle piccole. Così si rischiano noia (e combine)

Serie A spaccata in due. Empoli, Pescara, Crotone e Palermo hanno fatto solo 30 punti sui 180 disponibili. Serve la riforma dei tornei

FBL-ITA-SERIEA-MILAN-CROTONE

Giovanni Capuano

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La proiezione è da brividi: 21 punti. La quota che potrebbe essere sufficiente per salvarsi a fine stagione se Empoli, Pescara, Crotone e Palermo proseguiranno con lo stesso passo lento delle prime 15 giornate. Mai così in basso, mai così poco competitive le piccola della serie A che stanno giocando un campionato a parte rispetto al resto del plotone. E non si parla solo della Juve schiacciasassi o della corsa Champions di Roma e Milan; anche le altre medio-piccole hanno un passo nettamente superiore.

Nelle prime 15 partite le cenerentole hanno racimolato la miseria di 30 punti (27 sul campo più il successo a tavolino del Pescara contro il Sassuolo). Mai era andata così male e la progressione delle ultime cinque stagioni è significativa: 48 punti nel campionato 2012-2013, la stessa quota un anno più tardi e poi 40 e 45 con Carpi, Verona e Frosinone già in grave difficoltà e alla fine regolarmente retrocesse.

Coda poco competitiva, serve la riforma della serie A 

Mercato sbagliato, progetti sottodimensionati per la sfida da affrontare e molta inesperienza. Empoli, Pescara, Crotone e Palermo stanno pagando queste colpe e si sono condannate a giocare un lungo playoff in cui ogni punto strappato può essere decisivo e solo una si salverà, lasciando le altre all'inferno (con paracadute) della serie B. Difficile immaginare scatti improvvisi da un gruppetto di squadre che nelle prime 60 partite è stato capace di vincere solo 5 (una a tavolino) perdendo due volte su tre (40 su 60). E segnando 42 gol incassandone 109.

Argomenti che rilanciano l'assoluta necessità di riportare la serie A a 18 squadre. Inutile restare a 20 se poi il livello di competitività in fondo alla classifica è questo, con gare dall'esito scontato e nesun pathos nemmeno nella corsa salvezza. Il rischio è anche di avere mezza stagione con buona parte del gruppo già al riparo da qualsiasi problema, troppo forte per essere invischiato nella lotta retrocessione e troppo debole per poter aspirare all'Europa. Un moltiplicatore di noia e pericolo di accordi o peggio, come troppe vicende del passato hanno dimostrato.

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