Calcio

Serie A in profondo rosso: brucia 365 milioni all'anno

I conti del nostro calcio sempre peggio: 1,7 miliardi di debiti, 12 club su 19 in passivo e costi in crescita di 100 milioni

nuovo pallone serie a

Giovanni Capuano

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I conti del calcio italiano continuano a non tornare e, anzi, peggiorano ogni anno di più. La fotografia è impietosa: il carrozzone della serie A brucia la fantasmagorica cifra di un milione al giorno, vive nei debiti e solo in qualche raro caso produce utili. Altrimenti richiede ai suoi proprietari e presidenti di mettere costantemente mano al portafogli per coprire le perdite e garantire la continuità.

Senza assegni a fondo perduto, insomma, la serie A non potrebbe vivere e farebbe la fine del Parma, fallito al termine della scorsa stagione e costretto a ripartire dai dilettanti dove si sta costruendo una nuova storia. L'inchiesta firmata dalla Gazzetta dello Sport conferma tutti i mali del nostro pallone e segnala una situazione preoccupante in alcune grandi piazze che Milano e Roma. L'allarme suona forte, anche perché la tendenza è al peggioramento e non si vedono segnali di inversione.

Un passivo complessivo da 365 milioni di euro

Mettendo in fila i bilanci della stagione 2014-2015 il risultato è sconcertante. Le 19 squadre della serie A dell'anno scorso hanno accumulato perdite per 365 milioni di euro, uno al giorno. Sono 12 i club (su 19) ad aver chiuso gli esercizi con una passività e la ventesima società è il Parma che, essendo saltato per aria, non ha dovuto presentare il proprio bilancio. Aggiungendo i numeri dei ducali il quadro sarebbe stato anche peggiore.

Si tratta del passivo complessivo record dal 2005-2006 a oggi e si è passati dal -220 del 2013 al -365 di questa annata. Per dare un senso della progressione tutt'altro che virtuosa, basti pensare che solo due anni fa (2012-2013) il rosso della serie A era fermo a quota 151 milioni di euro e che in 24 mesi è più che raddoppiato. Serve una cura dimagrante in fretta perchè non si ripetano casi come quello del Parma.

Crescono i ricavi, esplodono i debiti

La crescita economica della serie A è lenta, quasi anemica. In un anno il fatturato è salito di soli 40 milioni di euro (+2,2%) da 1.800 a 1.840. Nello stesso lasso di tempo i costi sono aumentati di un centinaio di milioni e i debiti sono saliti fino alla cifra di 1,7 miliardi di cui circa il 60% finanziari, cioé contratti con banche e istituti di credito.

La situazione debitoria assume contorni da sottolineare soprattutto nei club in cui non si riesce ad avvicinare l'equilibrio di bilancio. E' il caso dell'Inter (debiti netti a 417,5 milioni con un fatturato da 180,8) o del Milan (219,8 e passivo di 91,3). Ci sono due società come Inter e Roma che hanno riformulato il proprio debito con accordi già sperimentati in passato in altre realtà come la Premier League dando in garanzia la parte buona della propria attività.

L'Inter guida la classifica dei passivi

A guidare la classifica poco virtuosa dei bilanci in rosso c'è l'Inter di Thohir. L'esercizio civilistico presentato ad ottobre presenta un -74 milioni che, però, non rappresenta la fotografia esatta della situazione. Il consodidato citato all'interno del documento è, infatti, attestato a -140,4 milioni e rappresenta un peggioramento rispetto ai -102,4 del 2013-2014. E' vero che i nerazzurri hanno scaricato in un solo bilancio alcune costi non necessari da caricare, ma i numeri sono abbastanza preoccupanti.

Sul podio dei passivi c'è anche il Milan che ha chiuso al 31 dicembre 2014 con -91,3: vale lo stesso discorso sull'anticipo di alcune perdite e sulla fine del consolidamento con l'azionista Fininvest. Poi la Roma (-41,3), la Fiorentina (-37) e il Genoa (-26,1). Attenzione: le tre grandi che guidano questa graduatoria hanno accumulato insieme 273 milioni di passivi che rappresentano il 74% del totale della serie A.

Quelli che... ci guadagnano

La notizia migliore è che finalmente anche una super big come la Juventus è riuscita a chiudere in attivo un bilancio: +2,3 milioni di euro. Merito della cavalcata da quasi 100 milioni in Champions League che ha fatto esplodere i ricavi, però i conti di Agnelli tornano e la prospettiva è rosea grazie allo stadio di proprietà, a contratti che sono in crescita nel settore commerciale e marketing e all'operazione Continassa che sta cominciando a dare i suoi frutti.

Gli altri club in attivo sono il Torino (+10,6) trascinato dalle plusvalenze, Lazio (+5,8), Cagliari (+5,7), Chievo (+0,5), Palermo (+0,3) ed Empoli (+0,03). Il Napoli è in rosso per la prima volta dopo otto anni di successi finanziari di De Laurentiis che, però, ha preferito non fare plusvalenze ed investire sulla qualità della rosa.

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