Calcio

"la Pallonata": quegli scontri alla Scala (ma non del calcio)

Dato che la "prima" di Milano è spettacolo pubblico al pari di una partita a San Siro, chi deve pagare i costi delle forze dell'ordine?

++ Scala: carabiniere ferito a occhio per lancio sassi ++

Giovanni Capuano

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Gentile @matteorenzi,
da lettura veloce dei giornali di lunedì 8 dicembre risulta che ieri un migliaio di uomini delle forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Finanza e Vigili urbani) siano stati impegnati per tutta la giornata a garantire la sicurezza intorno al Teatro alla Scala di Milano. Pare, addirittura, che abbiano avuto da sbrigare parecchio lavoro e che alcuni siano rimasti feriti in scontri all'esterno dell'impianto (pardon... del teatro).

Uno spettacolo riprovevole e che ha mi ha fatto sorgere il dubbio: ma i costi di quei valorosi agenti chi li paga? Lo Stato, come tradizione, o il Teatro alla Scala, come da regola introdotta da Lei recentemente per la sicurezza degli spettacoli sportivi? La ricordo bene quando, con voce ferma, ha spiegato che "gli straordinari delle forze dell'ordine per le partite" devono pagarli i club "che i soldi li hanno". Giusto principio no? Chi realizza fatturato e utili facendo uso di forze comuni deve contribuire, che diamine!

Dunque ora accadrà anche per la Scala, no? E già che ci siamo, potrebbe chiedere al ministro Alfano se, visti gli incidenti in concomitanza della Prima, dall'anno prossimo scatterà qualche divieto di ingresso a chi non sia provvisto di tessera del melomane? O se sarà magari prevista la collocazione di qualche tornello - magari debitamente griffato - in piazza? Perché è vero che nessuno dei signori e delle signore (più o meno appassionati di lirica) presenti al Fidelio ha provocato gli scontri, anzi. Ma lo stesso si può dire per la quasi totalità dei pochi eroi che continuano a frequentare gli stadi italiani solo per godersi una partita di calcio al pari di un qualsiasi altro spettacolo. Per loro, però, nessuna pietà.

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