Calcio

Fifa, quella tangente per il Mondiale 2002 finita su conti privati

Un ex dipendente della Conmbebol (Sud America) racconta il pagamento di 1,5 milioni di dollari finiti in tasca a Nicolàs Leoz (allora presidente) e ai suoi uomini

FBL-PARAGUAY-LEOZ

Giovanni Capuano

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Uno scandalo senza fine e che ogni giorno si arricchisce di nuovi capitoli. L'ultima rivelazione sul sistema di malaffare che circondava la Fifa e ne condizionava le scelte viene dalla Spagna ed è un documento pubblicato dal quotidano madrileno As secondo cui l'assegnazione del Mondiale 2002 a Giappone e Corea del Sud fu accompagnata dal pagamento di alcune somme per assicurarsi voti. Soldi poi finiti su conti correnti riconducibili a Nicolàs Leoz, allora presidente della Conmebol (Confederazione sudamericana cui fanno capo dieci federazioni tra cui Brasile e Argentina) e di sui collaboratori. Una specie di saccheggio nel quale, racconta un ex dipendente della Conmebol indicato come 'Confidente X', era ormai difficile distinguere tra i conti bancari ufficiali della confederazione e quelli privati del presidente e dei più alti dirigenti.

Il sistema sarebbe paradigmatico per spiegare come funzionava il meccanismo della corruzione in Centro e Sud America, nel cuore dello scandalo che ha investito la Fifa. Soldi provenienti da tutto il mondo che viaggiavano su canali ufficiali e non, andando ad arricchire Leoz e le persone a lui vicine. Il caso dell'assegnazione del Mondiale 2002 sarebbe clamoroso. Un pagamento da 1,5 milioni di dollari disposto dall'allora numero uno della federazione nipponica Ken Nagamura, ora deceduto, destinato in parti uguali alle dieci federazioni sudamericane come contributo per l'appoggio alla candidatura asiatica e spariti sui conti di Leoz. Esattamente 1,2 milioni di euro girati su un conto intestato al presidente e alla moglie e aperto presso il Banco do Brasil de Asuncion (conto 1596/2) - As pubblica le firme delle persone citate -, altri 200mila dollari per l'allora segretario generale della Conmebol, Eduardo de Luca e 100mila dollari per Zorana Dannis, considerata il collegamento con la Fifa. Operazioni concluse attraveso i canali statunitensi del Northern Trust International Bank di New York e di Citibank nel New Jersey.

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"Solo un esempio perché di operazioni come questa ce ne sono state molte altre e non tutte sono passate dalle mie mani" racconta il 'Confidente X', secondo il quale si trattava di pratiche abituali. Leoz è stato presidente della Conmebol dal 1986 al 2013 quando, con una lettera nella quale annunciava di avere problemi di salute, si è dimesso lasciando anche tutti gli incarichi all'interno della Fifa. In realtà si era parlato molto di lui anche nel caso del crack di ISL, l'agenzia di marketing della Fifa fallita per il peso delle tangenti pagate ai dirigenti per poter fare affari e chiudere contratti. Una vicenda ricostruita dalla magistratura svizzera nella quale si parlò chiaramente di versamenti illegali.

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