Calcio

Scandalo Fifa: perché indaga l'FBI?

Tutto è iniziato per fare luce su tangenti per l'assegnazione di diritti televisivi e partner commerciali. Ecco come nasce l'inchiesta

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Giovanni Capuano

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Lo scandalo che sta sconvolgendo la Fifa e il calcio mondiale viene da un'inchiesta portata avanti dall'Fbi e dalle autorità giudiziarie degli Stati Uniti.

Perché accade visto che la sede legale della Fifa è a Zurigo, in Svizzera e la sua attività si propaga ovunque e non solo in Nord America?

È una domanda che molti si stanno ponendo nelle ore in cui il sistema Blatter di gestione del più diffuso sport sulla Terra viene messo sotto accusa con documenti e prove provenienti dalle stanze segrete dell'intelligence statunitense.

La risposta può essere articolata in diversi punti e quello di partenza è che l'Fbi ha aperto da tempo un dossier sull'assegnazione doppia dei Mondiali 2018 e 2022 a Russia e Qatar per i quali la federcalcio a stelle e strisce si era candidata ritirandosi per il 2018 e arrivando seconda alle spalle del Qatar per il 2022 (14 voti contro 8).

Chiaro, dunque, l'interesse a fare luce su un evento chiacchierato e non è un caso che le accuse più circostanziate nei confronti di Blatter siano arrivate da Usa e Inghilterra, in corsa quest'ultima per l'edizione 2018 finita alla Russia.

Caos Fifa: arrestati a Zurigo 7 dirigenti con l'accusa di corruzione


Indagando su queste assegnazioni l'Fbi ha avuto accesso a una serie di informazioni preziose che, evidentemente, si sono trasformate nel pesante atto d'accusa che ha portato al blitz di Zurigo e agli arresti.

Qualche notizia era girata già nei mesi scorsi quando era emerso il ruolo di Chuck Blazer, noto come Mr Ten Percent (Mister dieci percento), ex ex potente del calcio mondiale finito nei guai negli Usa a causa di tasse non pagate.

Si era appreso che stava collaborando con gli investigatori tanto da prestarsi alla registrazione in segreto degli Esecutivi Fifa utilizzando un portachiavi con un sistema di registrazione incorporato. 

Josef Blatter, padrone della Fifa e del calcio


La lettura del comunicato del Dipartimento di Giustizia americano e delle parole del Procuratore generale degli Stati Uniti, Loretta E. Lynch, offrono poi una seconda chiave interpretativa.

I capi d'accusa che hanno portato agli arresti (47 capi tra cui corruzione, frode, traffici illeciti, riciclaggio e frode telematica) sono riferiti in gran parte a tangenti pagate per garantirsi l'assegnazione di diritti televisivi e partnership commerciali relativi a eventi calcistici negli Stati Uniti e nel Sud America con triangolazioni su conti di banche statunitensi.

Non a caso nella lista degli indagati compaiono non solo i nomi di alti dirigenti Fifa, ma anche quelli di responsabili esecutivi dei settori marketing di società specializzate con base nel continente americano. "Una corruzione sistemica e devastante, radicata in profondità sia negli Stati Uniti che altrove" ha detto il procuratore Lynch, secondo la quale esistono prove che ci sono "almeno due generazioni di dirigenti Fifa che hanno abusato della propria posizione per arricchirsi".

Gli investigatori dell'Fbi hanno guardato al marcio di casa propria, insomma. L'onda lunga dello tsunami è arrivata a Zurigo e minaccia di non fermarsi.

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