Garrone cede la Samp: il parere di Pagliuca

L'ex portiere blucerchiato commenta l'addio di una delle famiglie storiche del nostro calcio, che passa la mano a Massimo Ferrero - La Samp del futuro

Gianluca Pagliuca ai tempi della Sampdoria, per cui ha giocato dal 1987 al 1994. – Credits: Getty Images.

Giovanni Capuano

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La notizia che i Garrone hanno venduto la Sampdoria chiudendo la loro era in blucerchiato arriva a Gianluca Pagliuca con l'sms del giornalista. Posso chiamarti per fare due chiacchiere? "Ok. Ma davvero ha venduto? Non sapevate nulla?". No. Nessuno sapeva nulla di una trattativa condotta nel massimo della riservatezza e che segna l'allontanamento dal calcio italiano di un'altra storica famiglia, quella dei Garrone, che ha segnato un'epoca importante della Samp e non solo. Adesso è tutto finito. Alle spalle.

Che effetto fa, Gianluca?

"Un effetto strano, davvero, Non lo sapevo e non l'immaginavo nemmeno. Non c'erano segnali che lo lasciassero intuire".

Una trattativa in vero stile-Garrone, discreta...

"Sì, una discrezione totale e non è facile in un mondo in cui per vicende come questa qualcosa trapela e si viene a sapere, qualche voce, indiscrezione. Non so nemmeno come la prenderanno i tifosi".

Garrone lascia e arriva Ferrero, imprenditore del settore cinematografico: che ne pensi?

"Speriamo sia un bene per la Samp. Questo penso adesso e mi sento di dire".

L'uscita dei Garrone dal mondo del calcio non è però un passaggio qualsiasi, visto quello che la famiglia ha rappresentato.

"Infatti, questo addio segna la fine di un'epoca. Io i Garrone li ho conosciuti bene, sia il padre che il figlio. Bravissime persone, serie, motivate. Se la famiglia ha deciso di cedere, evidentemente era venuta meno la forza e la voglia di andare avanti. Non ci sono altri pensieri".

Pensi sia stato fatto per il bene della Samp?

"Sono sicuro sia stato fatto per questo e per rendere la Samp più serena".

Dopo i Moratti se ne vanno i Garrone: siamo arrivati a un momento di passaggio storico per il calcio italiano?

"I soldi sono sempre meno. Chi entra nel calcio, lo fa per passione o per farsi un po' di pubblicità. Altri motivi non ci sono, perché è difficile fare un affare e i soldi che si spendono alla fine sono sempre di più di quelli che si incassano".

Hai un messaggio per il nuovo proprietario della Samp?

"Voglio solo dirgli una cosa, in attesa di vedere i programmi. La Samp è una società che nella sua storia ha vinto e adesso non riesce più a farlo dal 1994, l'anno dell'ultima Coppa Italia. C'ero anch'io quel giorno e speriamo sia arrivato il momento di ricominciare a vincere. Ecco, questa è la speranza".

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